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Alla scoperta di Reggio Emilia, tre luoghi da non perdere assolutamente

  • Veduta di Reggio Emilia

Storia antica quella di Reggio Emilia caratterizzata da alcune grandi figure della storia e della letteratura italiana e, soprattutto, dalla gloriosa bandiera tricolore, che qui venne adottata per la prima volta nel lontano 1797.

Una città, quindi, che può vantare un indiscusso patrimonio storico e artistico ma che, nonostante questo, non risulta certo tra le più chiacchierate e pubblicizzate città d’arte della nostra Emilia Romagna. Ecco perché vogliamo suggerirvi un itinerario che vi porterà alla scoperta di alcune vere e proprie “chicche”, schiudendo ai vostri occhi luoghi davvero imperdibili.

Come non rimanere incantati, ad esempio, dal fascino del nuovo Palazzo dei Musei, progettato dall'architetto Italo Rota, che ne ha riletto gli spazi preesistenti realizzando un vero museo aperto ed esperienziale, in cui sono le stesse persone con i propri oggetti e le proprie storie a costruirne l’architettura. Un luogo in cui convivono antico e contemporaneo dove si passa senza soluzione di continuità dalle collezioni storiche, su tutte la Collezione Spallanzani, alle raccolte archeologiche fino al terzo ed ultimo piano dove trovano posto collezioni insolite, anche stravaganti e particolari, che raccontano la città, e il mondo intero, da una prospettiva di assoluta realtà e veridicità.

 

Rimanendo in tema di contemporaneità va indubbiamente segnalata la Collezione Maramotti che, situata presso l'originario stabilimento della nota casa di moda Max Mara, ospita un’importante collezione privata di arte contemporanea comprendente oltre duecento opere dagli anni ’50 ad oggi, passando dall’espressionismo ed astrattismo degli ultimi anni Quaranta alla cosiddetta Pop romana fino ad includere lavori della New Geometry americana. Bacon, Fontana, Burrim Koundellis, Chia, Kiefer, Baselitz, Richter sono solo alcuni dei grandi nomi che trovano spazio tra le sue sale, a rappresentanza delle principali tendenze artistiche italiane e internazionali affermatesi nel secondo Novecento.

 

Per gli amanti del classico, invece, suggeriamo una visita alla chiesa di San Giovannino, le cui prime attestazioni risalgono addirittura al XII secolo ed il cui interno può essere considerato come una sorta di banco di prova degli artisti secenteschi impegnati pochi anni dopo all’interno della Basilica della Ghiara. Da notare soprattutto uno splendido quanto anomalo Compianto di Cristo, costituito da un gruppo policromo in terracotta, attribuito a Guido Mazzoni ma la cui esatta lettura è ancora oggi avvolta da un alone di mistero.

Questi sono solamente tre di tanti consigli che potremmo darvi per farvi meglio comprendere la ricchezza di Reggio Emilia, il cui animo classico convive oggi armoniosamente con la tendenza alla contemporaneità alla quale negli ultimi anni la città si è votata.

Ah dimenticavamo! Non potevamo certo esimerci dal darvi un consiglio culinario visto che il girare da un luogo all’altro stuzzicherà sicuramente la vostra fame! Vi consigliamo allora una bella fetta di erbazzone reggiano: un piatto della tradizione contadina preparato con ingredienti semplici e genuini, la cui ricetta, a base di un ripieno di erbe, pangrattato e formaggio, non ha mai subìto mutamenti dal medioevo ad oggi.

Autore

Luca Bianchi
Luca Bianchi

Giornalista freelance, speaker radiofonico e social media addicted, adoro viaggiare e scoprire posti sempre nuovi, a caccia di arte, cultura e buon cibo. Tw: @lucabianchi84

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