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A Ravenna per ammirare i capolavori “strappati”, da Pompei a Giotto

  • Ravenna - Museo d'Arte della città di Ravenna

Un progetto espositivo unico e affreschi incantevoli che accendono emozioni e stupore.

Sono le premesse della mostra “L’incanto dell’affresco. Capolavori strappati da Pompei a Giotto da Correggio a Tiepolo”,  in programma al MAR Museo d’Arte della Città di Ravenna fino al prossimo 15 giugno. Un’esposizione che ripercorrere la secolare storia della pratica dello “strappo” delle pitture murali, una storia del gusto, del collezionismo, del restauro, e tutela di quella parte fondamentale dell’antico patrimonio pittorico italiano.

Sono 110 le opere esposte tra le più importanti della storia dell'arte italiana: da Pompei a Giotto, da Correggio a Tiepolo. L'esposizione si divide in diverse sezioni predisposte seguendo una logica storica-cronologica: dai primi masselli cinque-seicenteschi, ai trasporti settecenteschi, compresi quelli provenienti da Pompei ed Ercolano, agli strappi ottocenteschi, fino alle sinopie staccate negli anni settanta del Novecento. 

In particolare, nella prima sezione troviamo il trasporto delle pitture murali in Età Moderna: la tecnica del massello dal XVI secolo alla scoperta di Ercolano e Pompei. Nella seconda il mondo degli estrattisti: lo strappo e lo stacco degli affreschi fra Settecento e Ottocento, fra conservazione e collezionismo. Sezione terza: Estrattisti fra Toscana, Lazio, Veneto e Lombardia nella prima metà del XIX secolo. Nella quarta  verrà esposto il primato padano: strappi e stacchi di affreschi nella seconda metà dell'Ottocento. Sezione V: Il trasporto delle pitture murali al servizio dei musei patri e civici. Affreschi strappati e staccati dall’Unità d’Italia al primo dopoguerra. E infine nella settima il secondo Novecento. Il ruolo del Gabinetto del restauro dei dipinti della Sovrintendenza di Firenze e dell'Istituto Centrale del Restauro. “La stagione degli stacchi” e della “caccia alle sinopie”.

Informazione dettagliate si trovano su ogni singola opera e il visitatore, durante il percorso, può farsi accompagnare da un audioguida con musiche originali tratte dal repertorio classico, per contestualizzare l’opera descritta oltre a citazioni letterarie o ricordo storiografico.{author}

I grandi maestri che hanno realizzato i dipinti saranno i protagonisti della mostra: Giotto, Pisanello, Bramante, Andrea del Castagno, Pinturicchio, Raffaello, Correggio, Veronese, Domenichino, Guercino, Gianbattista Tiepolo, Perugino, solo per citarne alcuni. Ma la mostra rappresenta soprattutto l’occasione per raccontare la tecnica, praticata per secoli, di staccare le pitture dai muri, l’affinarsi delle metodiche per eseguirla e la necessità di conservare questo immenso patrimonio. 

Si tratta di un evento unico, basti pensare che l’ultima operazione del genere risale al 1957 con la “Mostra di affreschi staccati” che si tenne al Forte Belvedere di Firenze, ragion per cui era divenuta un’esigenza tornare a raccontare una tecnica difficile e dispendiosa, come quella dello “strappo”, che tuttavia rappresentò una vera rivoluzione nel campo del restauro, della conservazione, ma anche del collezionismo del patrimonio murale italiano.  

Una tecnica antica che tuttavia conoscerà la sua più fortunata stagione proprio nel secolo scorso, quando, a partire dal secondo dopoguerra, furono strappati e staccati un numero impressionante di affreschi. I danni provocati ad alcuni fra i principali monumenti pittorici italiani dai bombardamenti bellici, fecero si che a partire dagli anni Cinquanta fosse avviata la più imponente campagna di strappi e stacchi che l'Italia abbia mai conosciuto.  

Un’occasione unica per appassionati e non solo, attesa da tantissimi anni in Italia, con costi dei biglietti che vanno dalle 4 alle 9 euro, per ammirare artisti unici assieme ad alcune fra le più belle pitture da loro realizzate.

 

Autore

Massimo Fellini
Massimo Fellini

Pubblicista freelance, social media manager nonostante tutto. Tw: @MassimoFellini

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