Storie

Parma in 24 ore

  • Palazzo Ducale

Parma è una di quelle città dell'Emilia Romagna che più di ogni altra è stata coinvolta nelle sorti degli stati e delle famiglie di tutta Europa.

Di fondazione etrusca , la nascita della bellissima città che conosciamo oggi si fa risalire di solito ai primi anni del XVI secolo, cioè nel momento in cui Papa Paolo III (all'anagrafe Alessandro Farnese) annette i territori del Nord Italia a sud del Po, creando il Ducato di Parma e Piacenza e mettendovi a capo suo figlio Pier Luigi Farnese. E' il 1545 e da quel momento la città avrebbe rispecchiato la fama e le fastosità dei suoi “Duchi”, seguendo sia nelle opere pubbliche, che nel prestigio, le vicende di una delle casate più potenti del tempo.

Sia la famiglia Farnese, sai la prosecuzione con il ramo della famiglia di Borbone, ci hanno restituito infatti una Parma non solo paragonabile alle più belle capitali d'arte italiane, ma anche una città paragonabile, per magnificenza e struttura, alle grandi capitali europee. 

Girare oggi per le vie di Parma significa quindi respirare questa storia insieme con le stratificazioni delle opere e degli edifici “nobili”, dei parchi e delle vie dei Farnese e dei Borbone, insieme con le chiese, le cattedrali e le architetture religiose, tra le più interessanti d'Italia. Ma Parma è anche la sua buonissima cucina (quel mix originale e unico che ha saputo unire la cucina emiliana con la tradizione francese) ed i suoi teatri, che hanno il nome dei grandi maestri che qui nacquero e soggiornarono come Toscanini, Verdi, Paganini.

Una piccola capitale della pianura e, per esplorarla, non possiamo che partire dalla storia e dalla cultura che ha saputo esprimere.     

 

Mattina - Cultura

Palazzo della Pilotta 

Un tour di sole 24 ore a Parma non può non comprendere una visita all'imponente Palazzo della Pilotta, che si trova nel centro della città. Il suo nome deriva dal gioco della pelota basca, praticato dai soldati spagnoli nel cortile del "Guazzatoio", originariamente detto appunto della pelota.  

Già sede di una selezionata quadreria ducale e di una raccolta libraria all’epoca dei Farnese, la Pilotta, durante il ducato di Filippo di Borbone (1748-1765), ospita l’Accademia di Belle Arti che con la propria “quadreria” e i reperti provenienti dagli scavi di Veleia, andarono a costituire insieme ai saggi accademici degli allievi il nucleo originario dell’antica storica Galleria.  La nascita di una vera e propria istituzione museale pubblica, avvenuta nei primi decenni dell’Ottocento ad opera di Maria Luigia d’Austria, duchessa di Parma e Piacenza dal 1816 al 1847, coincise con un ulteriore ampliamento e una definitiva sistemazione delle collezioni ducali.

Danneggiato duramente dai bombardamenti del 1944, fu ricostruito parzialmente. Oggi ospita alcune tra le più importanti istituzioni della città: Biblioteca Palatina, Museo Archeologico, Galleria Nazionale,Teatro Farnese, Università degli studi di Parma, Istituto di storia dell'arte, Soprintendenza alle gallerie di Parma e Piacenza, Istituto d'arte P. Toschi.

Teatro Farnese

Iniziamo il nostro giro all'interno del Palazzo Pilotta dal Teatro Farnese, opera lignea di Giovanni Battista Aleotti e voluto da Ranuccio I Farnese nel 1618, per festeggiare la sosta a Parma di Cosimo II de' Medici.  Anche se il Teatro fu utilizzato pochissime volte (non arrivano a 10) rimangono oggi gli ambienti e i volumi di una spettacolare opera architettonica che fa da ingresso alla Galleria Nazionale e al Museo Archeologico di Parma.

Galleria Nazionale

La Galleria Nazionale è situata al secondo piano del Palazzo Pilotta. Istituita dai Duchi di Parma, Don Filippo e Don Ferdinando di Borbone, venne arricchita dagli acquisti operati da Maria Luigia d'Austria, dando così origine ad una importante collezione di quadreria.  Le collezioni della Galleria Nazionale comprendono, allo stato odierno, opere dal XIII al XIX secolo di diverse scuole e maestri, per un excursus artistico che compre quasi interamente gli stili e le epoche della storia della pittura italiana.  Vi si trovano quadri di Correggio e Parmigianino, del Tintoretto dei Carracci e del Guercino, fino ad arrivare a Tiepolo e Canaletto

Vi si trovano inoltre opere molto particolari come la Testa di Fanciulla, detta Scapigliata, attribuita a Leonardo da Vinci, il Ritratto di Erasmo da Rotterdam di Hans Holbein il Giovane, la Madonna della scodella e la Madonna di San Gerolamo di Correggio, la bellissima Schiava turca di Parmigianino e la statua di Maria Luigia di Antonio Canova. 

Museo Archeologico Nazionale

Fondato nel 1760 col nome di “Ducale museo d'antichità” da Filippo di Borbone, in concomitanza con l'avvio delle esplorazioni del sito archeologico di Velleia, rimase per molto tempo l'unico esempio nell'Italia settentrionale di un museo nato in seguito ad una scoperta archeologica. Il Museo espone tra i materiali di collezione reperti egizi (sarcofagi, vasi canopi, papiri funerari, amuleti, scarabei), e sculture di età romana, ceramiche greche, italiche ed etrusche, urnette, specchi e bronzetti etruschi, oltre che le opere degli scavi Veleia, tra cui 12 statue in marmo della famiglia imperiale, due ritratti bronzei e la celebre Tabula Alimentaria. 

Biblioteca Palatina

Arrivati a questo punto vi consigliamo di lasciarvi sedurre dalle sale e dagli spazi della Biblioteca Palatina di Parma, luogo che è stato creato appositamente per lo studio e l'erudizione.  La Biblioteca, che ha sede fin dalla sua origine nel Palazzo della Pilotta, deve la sua fondazione alla illuminata politica culturale dei duchi Filippo e Ferdinando di Borbone e all’opera del bibliotecario Paolo Maria Paciaudi, che adottò per primo in Italia il catalogo per autori a schede mobili. Arredata con scaffalature in legno disegnate da Petitot, è suddivisa per materia in sei classi principali (teologia, nomologia, filosofia, istoria, filologia, arti liberali). La Biblioteca Palatina fu inaugurata nel maggio del 1769 e sin dall’inizio godette del diritto di stampa e fu aperta alla pubblica consultazione. Si deve al bibliotecario Angelo Pezzana l’acquisizione di raccolte private di eccezionale valore e la realizzazione del Salone di lettura “Maria Luigia” (1830).

Dall'originario patrimonio di 40 mila volumi, oggi la Palatina conserva al suo interno più di 700.000 opere, tra cui una vastissima raccolta di manoscritti ebraici, forse la più grande del mondo conservata in una biblioteca pubblica. 

 

Pranzo

Parma è la capitale del gusto, ma è anche una delle città italiane dove gli spazi verdi furono costruiti per appositamente per le lunghe passeggiate dei Duchi. Pranzare a Parma può quindi significare gustare la sua ottima cucina, oppure abbandonarsi ai bordi di uno dei suoi parchi e, tra statue, laghi e piccoli e inaspettati tempietti, gustare un panino all'ombra del sole.  

 

Pomeriggio - Nel cuore storico della città

Visitare in un pomeriggio tutti i monumenti storici della città è praticamente impossibile, ecco perché vi consigliamo un itinerario di qualche ora attraverso il centro storico della città. Sarà piacevole perdersi tra le strette prospettive delle stradine del centro, lasciandosi trasportare dalla curiosità e dai bellissimi monumenti incontrati strada facendo. Ma per non lasciarvi da soli in tour che potrebbe risultare dispersivo ecco alcune segnalazioni su quello che non potete non vedere in un pomeriggio a Parma.

La Camera di San Paolo

La Camera della Badessa o Camera di San Paolo è un ambiente dell'ex Monastero di San Paolo a Parma, celebre per essere stato affrescato nel 1518-1519 dal Correggio. Questo capolavoro del giovane Correggio venne completamente dimenticato dopo il 1524, in quanto la camera venne chiusa nella parte di clausura del Convento. Riscoperto solamente nel Settecento è uno degli ambienti più suggestivi delle architetture religiose parmensi. Nella visita alla Camera di San paolo sono comprese anche la camera affrescata dall'Araldi e la Cella di Santa Caterina nei Giardini del Convento. 

Basilica Santa Maria della Steccata

Proseguendo a sinistra su Via Garibaldi, si incontra la Basilica Santa Maria della Steccata. Esempio del Rinascimento a Parma, con pianta centrale a croce greca di tipo bramantesco, la Basilica Santa Maria della Steccata venne eretta tra il 1521 e il 1539. La Basilica è principalmente nota per le "Tre vergini sagge e tre vergini stolte", grande affresco del Parmigianino databile al 1531-1539 e conservato nella volta del presbiterio. La storia vuole che il Parmigianino avesse avuto l'incarico di affrescare anche la cupola e l'abside della Basilica, ma i continui ritardi, le controversie legali e i lavori durati quasi 10 anni, esasperarono i committenti tanto da cercare in tutti i modi di cacciarlo, o quanto meno estrometterlo dalla continuazione dei lavori. La Basilica di Santa Maria della Steccata rimane oggi uno degli esempi più belli di arte rinascimentale italiana, un luogo dove far sicuramente tappa, in un tour giornaliero del centro storico di  Parma.

La Cattedrale

Uscendo dalla Chiesa della Steccata, svoltando a sinistra, si percorre Via Mameli che unisce Piazza della Steccata a Via Cavour, strada pedonale conosciuta anche come il "passeggio" di Parma. Una delle traverse di Via Cavour porta a Piazza Duomo, il gioiello della città. Qui si trovano la bellissima Cattedrale, splendido esempio d'architettura romanica, impreziosita dalla Cupola del Correggio, ed il Battistero, dove si possono ammirare le sculture dell'Antelami.     

Dedicata all'Assunta, la Cattedrale è considerata una delle più alte espressioni di architettura romanico-padana. L'edificio del X secolo venne più volte ristrutturato ed oggi è famoso principalmente per i dipinti interni e per la cupola affrescata dal Correggio tra il 1524 e il 1530 circa.  Nella cupola è dipinta la scena dell'Assunzione della Vergine in cui una moltitudine di angeli disposti in forma di vortice ascendente accompagnano l'ascesa della Madonna su un cielo nuvoloso. Al tempo l'opera suscitò una serie di critiche e perplessità, sopratutto a causa delle nudità esposte nel luogo più prestigioso della città, e dove era più importante mantenere un certo criterio di decoro. Nudità o meno, nel tempo, la cupola del Duomo di Parma, con il suo movimento ascensionale a spirale, ha affascinato personaggi del calibro di Stendhal e Dickens, mantenendo intatta la sua bellezza straordinaria. 

Il Battistero

Appena fuori il Duomo di Parma si trova il Battistero, “grattacielo”  rosa, primo grande edificio ad essere costruito interamente in marmo nell'Italia del Nord. Benché iniziato nel 1196, verso la metà del secolo successivo non era ancora consacrato. Al suo interno le linee sono slanciate ed al centro campeggia la grossa vasca battesimale ad immersione, risalente alla fine del XIII secolo. Le pareti sono interamente dominate dal ciclo dei mesi e delle stagioni, con i rispettivi segni zodiacali scolpiti dall’Antelami.      

San Giovanni Evangelista

Proseguendo oltre Piazza Duomo ci si trova di fronte alla Chiesa di San Giovanni Evangelista. L’Abbazia di San Giovanni è un vasto complesso di edifici che comprende, oltre alla chiesa, anche l’Antica Spezieria e il Monastero dei Benedettini.

La chiesa, d’impianto romanico, fu costruita nel X secolo, anche se la facciata marmorea, tipicamente barocca, fu disegnata da Simone Moschini nel 1604. La pianta è a croce latina e lungo la centrale delle tre navate corre il fregio del "Sacrificio Ebraico e Pagano", disegnato dal Correggio, a cavallo del 1523, e realizzato da Rondani. La grande cupola è anche essa opera del Correggio, che la dipinse nel 1520, anticipando il grandioso affresco della Cattedrale del Duomo.

Nella navata di sinistra un occhio attento potrà riconoscere la mano di un giovanissimo Parmigianino che, nel 1522, dà già prova del suo stile nella sinuosità e nel ritmo morbido delle vesti di Santi e putti. 

 

Sera  

Come abbiamo già avuto modo di dirvi Parma è considerata una delle capitali dell'alimentazione e della buona tavola. E' qui che si possono trovare tutti insieme prodotti quali Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello, Salame di Felino, Spalla di San Secondo, ma anche importanti realtà legate all’ industria conserviera e della pasta. A tutto ciò si affiancano i Funghi Porcini della Val Taro ed il Tartufo nero di Fragno, oltre agli inconfondibili vini del Parmense. Insomma lasciarsi tentare dai prodotti tipici  parmensi non sarà molto difficile e, sopratutto, la fine di una giornata dispendiosa può essere l'occasione di una sosta per assaporare senza fretta specialità come anolini, tortelli, salumi, aceto balsamico e tutte le ricette tipiche locali, accompagnate da un buon bicchiere di vino.  

Che siate in città o in provincia lasciatevi tentare dal gusto delle specialità Parmensi, sono state create per soddisfare Duchi e Baroni, cosa che, ad esempio nel caso delle produzioni più pregiate di salumi, ancora continuano a fare. 

 

  

 

Autore

Walter Manni
Walter Manni

Avventuriero e viaggiatore... ama cavalcare le onde del mare, scalare le cime delle montagne e veleggiare sulle rotte del web! Tw: @W_yz

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