Storie

Rinascimento di terracotta

  • Chiesa di Sant'Agostino Compianto di Antonio Begarelli foto di P. Barone
  • Duomo dettaglio sopra portale foto di P. Barone

Sono modenesi due dei maggiori interpreti della scultura in terracotta del rinascimento padano. 

Guido Mazzoni, attivo tra '400 e '500 per gli Este di Ferrara, gli Angiò di Napoli e i re di Francia, e Antonio Begarelli, che sulla metà del Cinquecento lavorò, oltre che a Modena, per i Benedettini di Parma e di San Benedetto Po.

Di Mazzoni stupisce il realismo d'intensa umanità del Compianto sul Cristo in San Giovanni, mentre il curioso Presepe nella cripta del Duomo coinvolge il visitatore in un momento di vita quotidiana di fine '400. 

Puramente classico e di radice raffaellesca e correggesca è invece l'deale di bellezza di Begarelli che si ritrova nella Deposizione in San Francesco, nel Compianto in Sant'Agostino e nelle altre opere, tra cui la sua tomba, presenti nella basilica di San Pietro, annessa all'Abbazia benedettina dove viveva.

Vero scrigno d'arte rinascimentale, San Pietro e la sua sagrestia accolgono dipinti e arredi tra i più rappresentativi del '500 modenese. In questo clima si forma l'elegante manierista Nicolò dell'Abate, futuro pittore di Francesco I di Francia, che nel 1546 affresca la Sala del Fuoco del Palazzo Comunale con le Storie della Modena romana.

 

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Lo Staff
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I testi sono tratti dalla guida Città D'arte dell'Emilia Romagna

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