Storie

La Linea Gotica, dove la memoria si trasforma in speranza

I tedeschi la chiamavano Grüne Linie (Linea Verde), ma oggi è impressa nella memoria collettiva col nome di "Linea Gotica", l’ultimo fronte della Seconda Guerra mondiale.

Un confine di demarcazione che come una lama tagliava in due l’Italia del 1944, correndo sulle colline e sui crinali dell'Appennino, fra la Toscana, l'Emilia-Romagna e le Marche, separando per otto lunghi mesi i territori sotto l’occupazione nazifascista da quelli liberati dalle forze alleate.

Un percorso sugli Appennini tosco-emiliani, che dalle spiagge della Versilia attraversa le splendide Alpi Apuane, per poi risalire l’Appennino bolognese e scendere infine verso l’Adriatico. Nel susseguirsi di queste vallate, vengono tramandate le storie e le battaglie resesi necessarie ai fini della fondazione della nostra Repubblica, che proprio su questa Linea ha trovato una svolta decisiva.

Il nostro viaggio tocca gli Appennini emiliani fino a giungere alle dolci colline romagnole: luoghi della memoria testimoni di eventi drammatici e catastrofici, che oggi offrono ai visitatori un patrimonio storico, culturale, naturalistico ed enogastronomico di grande interesse e bellezza. Sentieri, fortificazioni, memoriali, musei, centri di documentazione e borghi suggestivi, abbracciando pace e bellezza. Sono tante le mete meritevoli di essere visitate con attenzione: dal Cimitero tedesco al Passo della Futa, fino per il Sacrario di Marzabotto per commemorare le vittime civili dell’eccidio del Monte Sole. 

Tuttavia approfittando della ricchezza della scelta, decidiamo di fermarci a Montegridolfo, un borgo delizioso perfettamente conservato nelle colline riminesi appartenente ai Borghi più belli d’Italia interamente protetto dalle sue mura ad unico accesso, con la torre che sovrasta la porta cinquecentesca. Un borgo medievale che, durante i secoli, ha vissuto un difficile destino di contesa a causa della sua posizione strategica al confine tra Romagna e Marche. Il Castello di Montegridolfo venne edificato nel XIII secolo, dimora della nobile famiglia dei Gridolfi, su quella linea che allora delimitava i possedimenti delle casate dei Malatesta di Rimini e dei Montefeltro, signori della vicina Urbino.

Qui potrete concedervi un soggiorno di quiete godendo di numerose proposte culturali. Tra tutte, la manifestazione per celebrare la liberazione di Montegridolfo ritenuto dei tedeschi un avamposto strategico, avvenuta il 31 agosto del ’44, è sicuramente la più affascinante. Nell’ultimo fine settimana del mese di agosto, nella piazza e lungo le vie del Borgo e nelle strade di accesso al Castello, figuranti in uniformi inglesi e tedesche, con i veicoli militari dell’epoca, rievocano in modo spettacolare la battaglia con l’assalto ai bunker. 

La nostra visita si conclude al Museo della Linea dei Goti, collocato non a caso proprio in corrispondenza di quello che fu il punto di osservazione delle armate tedesche. Al suo interno è possibile visitare due sezioni: nella prima il percorso inizia con un “vangelo” militare inglese che veniva collocato nel taschino superiore dell’uniforme, sopra il cuore. Nella seconda sezione è presentata una raccolta di modelli di mezzi militari alleati e tedeschi.

Si può così ammirare una raccolta impressionante di reperti legati al passaggio della Linea Gotica: armi, bombe a mano, bossoli, maschere antigas, accessori dei soldati, manifesti, giornali, cartoline, foto e vignette dell’epoca, nonché materiale bellico riutilizzato per usi quotidiani nel dopoguerra da parte di civili.

Il percorso termina con un cimelio di significato simbolico: un bossolo metallico con il nido di una cinciallegra deposto al suo interno. Il futuro che arriva, la speranza che cresce. 

 

Autore

Massimo Fellini
Massimo Fellini

Pubblicista freelance, social media manager nonostante tutto. Tw: @MassimoFellini

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