Storie

Forlì Liberty e il Liberty a Forlì

  • Sirena di Sartorio

Che la Romagna ospiti un evento artistico-culturale dedicato al Liberty non sorprende, in considerazione del significativo contributo stilistico che il territorio ha saputo dare in ambito nazionale ed internazionale tra fine ‘800 e inizio ‘900: era l’epoca dorata che vide comparire il primo turismo in Riviera e furono le tante committenze ad indurre in tutta la regione, tra le officine italiane del Liberty più attive, una forte presenza di progettisti ed artisti.

Quello che invece sorprende della mostra ospitata fino al 15 giugno dai Musei San Domenico di Forlì,“Liberty. Uno stile per l’Italia moderna”, è l’ l’ampiezza del suo sguardo trasversale che non si limita all’estetica ma che illustra, in senso ben più amplio e completo, il clima di rinnovamento e rivoluzione che si diffuse un po’ ovunque durante la cosiddetta Belle Époque. Il percorso espositivo forlivese, ricchissimo, diventa - attraverso una serie di parallelismi tra arte, musica, teatro e letteratura - espressione significativa e concreta del Liberty in quanto movimento culturale figlio del progresso che a cavallo tra i due secoli pervase l’atmosfera italiana ed europea tentando di marcare la distanza dal passato e d’imboccare la direzione della modernità.

E’ attraverso questo concept fatto di accostamenti e comparazioni continue tra luoghi, interpreti e linguaggi artistici che la mostra illustra i grandi temi di quei decenni, così fiduciosi eppure così inquieti, ed questa la modalità con cui racconta e rivela quello che fu il sogno di un mondo nuovo, destinato ad infrangersi di lì a poco con lo scoppio del primo conflitto mondiale.

Grandi simboli del Liberty furono la figura femminile, protagonista principale della pittura e della scultura in quanto immagine del piacere e della libertà, e la linea morbida e sinuosa che ispirò la cosiddetta rivoluzione floreale che pervase le arti figurative e decorative come segno espressivo del cambiamento in atto. E’ questo grande fermento, in realtà, il grande protagonista all’interno dei Musei Domenicani dove si consuma idealmente il dialogo, eterogeneo ed articolato, tra mobili e quadri, tessuti e ferri battuti, dipinti e ceramiche, arte decorativa e letteratura in un gioco espositivo fatto di relazioni e confronti continui. Ed è sull’asse di questo criterio che i manifesti di Boccioni vengono accostati a quelli di Dudovich, gli oggetti d’arredo di Issen a quelli di Basile e Fontana, i ferri battuti di Bellotto a quelli di Mazzucotelli, i dipinti di Casorati, Kienerk e Segatini alle sculture di Trentacoste e Baccarini, per citarne alcuni, in una contaminazione continua che passa anche attraverso la grande letteratura di D’Annunzio, Pascoli, Wild e Proust e la grande musica di Mascagni e Puccini.

 

 

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Sabrina Campanella
Sabrina Campanella

Curiosa, socievole, dinamica e smart. Gestisce uffici stampa e PR, redige testi e profili social ufficiali.

www.sabrinacampanella.it
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