Storie

Cesena uno scrigno d’arte, cultura…e buon cibo

Basta un po’ di curiosità, sfuggire alle rotte classiche del turismo massificato, e certamente Cesena non vi deluderà. Lontana dai riflettori, alla giusta distanza dai clamori festaioli della riviera, Cesena è semplicemente il prototipo della bella città di Provincia.

Nota anche come Città dei tre Papi, anche se solo due vi sono nati, Pio VI e Pio VII, il terzo è stato Clemente XII che però per la città è stato solo Vescovo, collocata in una dimensione geografica baricentrica tra mari e monti, la sua ricchezza culturale e storica è impressionante, svelata un po’ per volta tra il centro storico e i colli che la proteggono. Un luogo completo con una qualità del vivere di prim’ordine, conosciuta per i suoi trascorsi sportivi e per la vicinanza al mare, quando invece bisognerebbe immaginarla come una vera e propria città d’arte, spesso inattesa, persino sottovalutata. E il bello sta proprio qui: farsi sorprendere, in appena un giorno, dalla sua ricchezza, sapendo che non si resterà delusi. 

Una città a misura d’uomo e dotata di un capillare sevizio di bicilette pubbliche, in cui è piacevolissimo perdersi per le strette vie del centro, uno scrigno intimo e elegante nel quale passeggiare. La nostra visita in città è iniziata dal suo cuore pulsante: la Biblioteca Malatestiana gioiello del Rinascimento del 1454, progettata da Matteo Nuti, giunto intatto fino a noi: la sala lignea, gli arredi, i libri, gli incunaboli, fin nei battenti del portale. 

La più antica d’Italia, per qualcuno persino la più bella del mondo, unica Biblioteca a essere definita patrimonio dell’umanità dall’UNESCO

Appena entrati nella sala lignea la meraviglia soffoca le parole e il silenzio prende il sopravvento per ammirarla: gli antichi tomi fermati agli scranni con catene di ferro, il più piccolo libro leggibile ad occhio nudo del mondo, cartine geografiche fatte a mano, come fossimo in una perfetta macchina del tempo. Appena usciti, dinnanzi a noi troviamo il Palazzo del Ridotto del 1472, un tempo sede della autorità municipale e ad appena due passi, troviamo il cancello del Chiostro di San Francesco, utilizzato dalla cittadinanza per concerti estivi, cuore di pace e tranquillità. 

Proseguiamo per le vie del centro storico, immersi in un clima di autentica cordialità, voglia di cose semplici e del buon vivere, e così giungiamo a Piazza del Popolo con al centro la Fontana Masini  realizzata nel 1591 in pietra d'Istria, ed eleva con tre gradini sul livello della piazza. Qui troviamo il trecentesco Palazzo Albornoz, dove risiede il Comune e le mura della Rocca Malatestiana,  posta sulla sommità del colle Garampo nel 1377, una  e una delle più grandi e meglio conservate della Romagna, completamente avvolta nel suo parco, interamente visitabile. La salita è severa, ma ne vale la pena: all’interno della Rocca infatti troviamo guide gentilissime che andando persino oltre l’orario di apertura ci hanno illustrato la storia e le bellezze dell’antico maniero adibito fino a pochi decenni fa a prigione cittadina. Se poi siete sensibili alla nostalgia per i racconti dei nonni, allora proseguite la vostra visita all’interno della fortezza dove è custodito il Museo della Civiltà contadina.

E’ tempo di una pausa e noi facciamo la nostra parte per entrare in piena sintonia con la cultura gastronomica del luogo, gustandoci la piadina romagnola in uno dei numerosi chioschi dove ci svelano un segreto semplice e pratico per gustare la sua impareggiabile fragranza: consumarla calda, al massimo dopo tre minuti dalla cottura, magari proprio al chiosco delle simpatiche azdore, inimitabili donne di Romagna. 

Terminato il break ricomincia il nostro cammino, nuovamente per le vie del centro storico, dove la vivacità dei numerosi street bar ci ricorda di come Cesena negli ultimi anni, grazie alla movida dei week end, sia divenuta particolarmente attrattiva per numerosi giovani provenienti da diverse città della Romagna. Insomma, una città dotata del giusto mix tra cultura e mondanità.  

Costeggiamo l’imponente Cattedrale dedicata a San Giovanni Battista risalente al 1385 fino a raggiungere il bellissimo Teatro Comunale Alessandro Bonci in Piazza Guidazzi, di fianco ai Giardini Pubblici recentemente riqualificati. Dedicato al grande tenore cesenate, il Teatro fu inaugurato il 15 agosto del 1846, e si distinse per la rappresentazione delle migliori produzioni drammatiche e liriche, testimoniate dalla presenza di prestigiosi interpreti italiani di quel periodo.

La nostra visita volge al termine, consapevoli che con più tempo a nostra disposizione potremmo impreziosire il nostro fine settimana “perdendoci” tra le adiacenti colline nelle strade dei vini e dei sapori, o godendoci la spensieratezza della riviera a pochissimi chilometri. Vogliamo conservare un ricordo panoramico perciò ci rechiamo sul Colle Spaziano che domina la città: da qui si può ammirare il mare, ma soprattutto troviamo l’imponente complesso dell’Abazia benedettina di Santa Maria del Monte, risalente all’anno 1001: vero e proprio centro della cultura cesenate sotto i Malatesta, la Biblioteca al suo interno è composta da 55.000 volumi di carattere prevalentemente teologico ed umanistico. A questa si aggiunge un notevole patrimonio di ex-voto, una raccolta straordinaria di 690 pezzi appartenente ad epoche diverse a partire dal 1400, che testimoniano la devozione alla Vergine del Monte, la cui Festa dell'Assunzione è celebrata il 15 di agosto.

 

Autore

Massimo Fellini
Massimo Fellini

Pubblicista freelance, social media manager nonostante tutto. Tw: @MassimoFellini

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