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Un “tuffo” archeologico nell’antica civiltà etrusca di Spina

  • Museo Archeologico Nazionale

Magnifico, imperdibile, notevole, da non perdere: sono solo alcuni aggettivi che gli utenti di internet (e specialmente quelli di “TripAdvisor”) riservano al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara che non a caso, proprio sul celeberrimo sito di recensioni online, sulle 51 attrazioni da vedere nella città estense occupa il primo posto a livello di gradimento.

Avete capito bene, il primo posto! Davanti, quindi, a monumenti ben più noti quali il Castello Estense, Palazzo Schifanoia o Palazzo dei Diamanti. Tuttavia il fascino di questo museo rimane ancora abbastanza velato e nascosto alla maggior parte di coloro che scelgono Ferrara come meta di un proprio viaggio, e sono in diversi, dopo averlo conosciuto, a parlare di scoperta “casuale e inaspettata” il che rende, però, forse ancor più bella e piacevole la visita.

Tale Museo rappresenta un tuffo nel passato della città etrusca di Spina, emporio commerciale di primaria importanza, fiorita dal VI al III secolo a.C. La città, nei pressi di Comacchio a pochi chilometri dalla foce di un antico ramo del Po, era infatti un centro di raccolta, scambio e redistribuzione delle merci, tra cui oggetti di lusso che venivano dalla Grecia. Scomparsa per evoluzione geologica del Delta padano, rimase fino al 1900 una leggenda ma grazie soprattutto ai lavori di bonifica effettuati nell’area, vennero alla luce migliaia di sepolture suddivise in varie necropoli.

La ricerca dell'antica Spina tra le paludi nel delta del Po fu un vero giallo che per secoli appassionò eruditi e studiosi illustri: le alluvioni del fiume, l’avanzamento della linea di costa, la dilatazione degli specchi lagunari portarono a continue trasformazioni del paesaggio deltizio rendendo una sorta di impresa individuare l'esatta ubicazione della città. Poi nel 1922, in modo del tutto casuale e inaspettato, durante le opere pubbliche di bonifica delle valli di Comacchio iniziarono a venire alla luce terrecotte e bronzi di magnifica fattura greca, e le successive ricerche archeologiche portarono alla scoperta di oltre 4000 tombe dai ricchi corredi, grazie ai quali gli studiosi possono oggi ricostruire il passato della città rimasta per secoli sepolta dal fango.

 

Davanti ai vostri occhi si materializzeranno, dunque, alcuni manufatti provenienti dalle officine dei più famosi ceramisti e maestri ateniesi ed attici, come i grandi vasi da simposio, sui quali si possono leggere scene di vita quotidiana, racconti mitologici o legati alla guerra di Troia, oppure oggetti di uso comune che rappresentano una incredibile testimonianza di questa civiltà, o ancora oggetti di grande ricchezza, come i diademi in oro conservati nella Sala degli Ori, che espone quasi un centinaio di gioielli preziosi rinvenuti nei corredi tombali oltre a splendidi oggetti in ambra, indossati dalle donne di area padana per le qualità terapeutiche.

Che dire allora se non di sperimentare in prima persone la suggestione e la bellezza degli allestimenti? Uscirete da questo museo con un quadro davvero completo della misteriosa storia di Spina e dei suoi abitanti…una capatina è davvero d’obbligo.

 

Autore

Luca Bianchi
Luca Bianchi

Giornalista freelance, speaker radiofonico e social media addicted, adoro viaggiare e scoprire posti sempre nuovi, a caccia di arte, cultura e buon cibo. Tw: @lucabianchi84

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