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Tra liuti e madrigali: alla scoperta dell’antica scuola musicale ferrarese

  • Affresco Palazzo Schifanoia

Culla del Rinascimento e centro artistico tra i più importanti non solo in Italia ma anche in Europa, Ferrara ebbe un ruolo di tutto rispetto anche per quanto riguarda la musica.

Grazie al mecenatismo ed all’amore per le arti sviluppato dalla casata a partire dal Principe Leonello, in ogni ambito culturale la famiglia estense seppe richiamare a sé artisti provenienti da ogni parte d’Europa.

Ma se dal punto di vista letterario o artistico tutti sono a conoscenza delle grandi personalità che hanno reso celebre la città lasciando un segno indelebile nel suo sistema culturale, in pochi sanno che tra il XV ed il XVI secolo Ferrara è stata una delle più importanti città sotto il profilo della musica.

All’interno di essa operarono, ad esempio, alcuni dei più grandi musicisti dell'epoca, da Guillaume Dufay a Josquin Desprez, da Antoine Brumel a Adrian Willeart, dai fratelli Dalla Viola a Cipriano De Rore.

Dopo l’affermazione di un teatro letterario e musicale attorno alla metà del ‘400, la città estense toccò il culmine, dapprima sotto il ducato di Ercole I d’Este, che rese Ferrara il primo centro musicale d’Europa e, qualche decennio dopo, con Alfonso II che si circondò dei maggiori strumentisti, compositori e cantori del tempo e pare stanziasse per la musica una cifra non molto distante da quella destinata ad alcuni apparati militari. Sempre in quegli anni affonda le proprie radici anche la storia della liuteria ferrarese; nella seconda metà del XVI secolo, infatti, furono diversi i liutai capaci di vivere del proprio lavoro e, con il contributo dei già citati Desprez e Willert, si sviluppò una vera scuola musicale ferrarese che contribuì, intorno al 1528, all’affermazione di una delle forme musicali più tipiche del secolo: il madrigale.

Nel 1583, poi, all’ombra del Castello nacque il compositore Girolamo Frescobaldi considerato tra i più illustri organisti di tutti i tempi, tanto che al suo nome è legato oggi il conservatorio cittadino.

Alla morte di Alfonso II e dopo la devoluzione della città allo Stato Pontificio, però, iniziò un periodo di crisi a livello musicale che perdurò fino al 1600 quando tornarono ad operare liutai di grande interesse che resero forte questa tradizione facendo grande la scuola della liuteria ferrarese, specialmente nel ‘900. Una tradizione che continua anche ai giorni nostri visto che Ferrara può vantare ancora oggi alcuni importanti laboratori artigiani specializzati nella produzione di organi, contrabbassi e mandolini e nel restauro di strumenti antichi.

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Luca Bianchi
Luca Bianchi

Giornalista freelance, speaker radiofonico e social media addicted, adoro viaggiare e scoprire posti sempre nuovi, a caccia di arte, cultura e buon cibo. Tw: @lucabianchi84

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