Storie

L'estro di Matisse in mostra sullo splendido palcoscenico ferrarese

  • Veduta di Piazza Castello Foto Massimo Baraldi

Metti la genialità di uno dei più grandi artisti del Novecento, l'emozione prodotta sul fruitore dallo strabiliante utilizzo dei colori ed il fascino di una cornice davvero d'eccezione qual è il Palazzo dei Diamanti: mischiate tutti questi ingredienti tra loro ed ecco servita la mostra di Henri Matisse, che caratterizzerà la primavera ferrarese (22 febbraio – 15 giugno).

 

Un'occasione più unica che rara per ammirare le creazioni di uno dei più noti artisti del ventesimo secolo, ma anche per visitare una città, culla del Rinascimento italiano, che forse proprio in primavera è capace di offrire il suo lato migliore, quando la natura torna a sbocciare ed il clima rende particolarmente gradevole una passeggiata in bicicletta  tra le sue vie, cariche di storia e tradizione, o lungo le antiche mura di cinta, ancora pressoché intatte, fino a spingersi all'interno di uno dei centri storici più belli d'Italia e, magari, fino a Palazzo dei Diamanti, sede della mostra.

L'estro di Matisse, infatti, non poteva certo avere un palcoscenico migliore dello splendido capolavoro urbanistico del celeberrimo Biagio Rossetti, al centro dell'Addizione Erculea e noto per le oltre 8000 bugne, a forma di piramide o di “diamante”, in marmo bianco e rosa, che ne coprono le due facciate dandogli il nome. All'interno di questa cornice davvero d'eccezione troveranno posto le oltre cento esposizioni presenti, tra dipinti, sculture disegni ed incisioni; una rassegna curata da Isabelle Monod-Fontaine, già vicedirettrice del Centre Pompidou e studiosa a livello internazionale di Matisse, che propone un ritratto a tuttotondo del maestro francese, attraverso un filo cronologico e narrativo al tempo stesso.

Cultore della figura umana al punto da investigarla in tutti i suoi dettagli e di rappresentarla artisticamente attraverso tutte le tecniche possibili, Matisse fu autore di opere di straordinario impatto emozionale. Come non rimanere estasiati, ad esempio, di fronte al magnetico "Autoritratto" del 1900, che accoglie il visitatore, o di fronte ad opere quali "La serpentina", "Nudo con sciarpa bianca" e "La Bagnante", tra i più alti raggiungimenti matissiani? O come non farsi travolgere dal fascino misterioso delle figure femminili da lui ritratte, delle quali cercò sempre di metterne a nudo l'essenza, come "Le due sorelle" e "Nudo seduto di spalle"

O ancora come non emozionarsi di fronte alla monumentale "Ninfa nella foresta" o ad opere simbolo della stupefacente vitalità e forza d'immaginazione del maestro, come "Giovane donna in bianco su sfondo rosso" e la serie degli "Acrobati"? Se siete cultori dell'arte si tratta, quindi, di una mostra davvero imperdibile, con lo straordinario valore aggiunto offerto dalla possibilità di scoprire una città, Ferrara, che vi farà innamorare tanto quanto i quadri di Matisse.

 

Autore

Luca Bianchi
Luca Bianchi

Giornalista freelance, speaker radiofonico e social media addicted, adoro viaggiare e scoprire posti sempre nuovi, a caccia di arte, cultura e buon cibo. Tw: @lucabianchi84

Tags

Focus On