Storie

All'interno del Castello, nel cuore della corte estense

Imponente nella sua mole trecentesca, simbolo di potenza ed equilibrio di una delle più importanti ed illuminate signorie europee, il Castello Estense si eleva a rappresentante della città di Ferrara nel mondo.

Un vero e proprio biglietto da visita, dunque, per una casata forte, potente e modernamente europea che cambiò completamente il destino della realtà ferrarese in epoca rinascimentale. Le sue imponenti mura conobbero le vicende, le gesta, gli intrecci amorosi ed i capricci di innumerevoli personaggi che segnarono la storia estense, una storia che ancora oggi aleggia nelle ricche stanze di un monumento che ha vissuto una doppia vita: dapprima maniero inespugnabile e successivamente splendido ed invidiabile palazzo di corte. Non vogliamo certo tediarvi raccontandovi la sua intera storia (anche perché, poi, vi servirebbero ore ed ore per leggerla!) ma vi forniamo solo alcuni dettagli con l’obiettivo di farvi capire l’importanza rivestita nel corso degli anni da questo monumento ed invogliarvi a visitarlo quanto prima.



Venne eretto nel 1385 a seguito di una pericolosa rivolta che convinse Niccolò II d’Este della necessità di costruire una poderosa difesa per sé e la sua famiglia: a quel periodo risalgono, quindi, la massiccia imponenza, il fossato, i ponti levatoi, le torri austere e, addirittura, un passaggio coperto, ancora esistente (la via Coperta) che univa il Castello stesso al palazzo dei marchesi, oggi Palazzo Municipale. Non potevano, ovviamente, mancare le prigioni, che nei sotterranei ebbero un’inespugnabile e tetra ubicazione. Qui non venivano rinchiusi i detenuti comuni, normalmente destinati alle carceri cittadine del Palazzo della Ragione, bensì personaggi d’alto rango o, comunque, prigionieri sui quali gli Estensi intendevano assicurasi una particolare sorveglianza. Negli interrati delle torri è possibile ancora oggi scorgere, graffite sui mattoni delle pareti, le scritte tracciate dai reclusi a memoria della loro infelice sorte.

Tra tutte va ricordata la tragica fine di Ugo e Parisina, i giovani amanti decapitati in fondo alla Torre Marchesana. A soli tredici anni, infatti, Laura Malatesta (detta Parisina) fu costretta a sposare il ben più anziano Niccolò III d’Este, al secondo matrimonio. Nonostante le infedeltà del marchese, di cui si trova plateale e dettagliata traccia nelle cronache del tempo, l’unione durò sette anni, fino a quando Parisina si innamorò di uno dei suoi figliastri, Ugo. I due portarono avanti la loro unione nel massimo segreto, ma nascondersi, in una corte dai mille occhi, era impresa disperata. Scoperti e denunciati, i due furono rinchiusi nelle segrete del castello e successivamente decapitati. Con il passare dei secoli i pericoli di sommosse cessarono ed il Castello fu abbellito e slanciato per divenire la magnifica residenza della corte: venne arricchito dalle altane sopra le torri, dai balconi di marmo, dal cortile d'onore di linee cinquecentesche e dai fastosi appartamenti affrescati ed ancor oggi visitabili all'interno del percorso museale.

Basti pensare, ad esempio, ai famosi “Camerini d'Alabastro”, dove trovarono posto le preziose collezioni d'arte, andate purtroppo disperse, di Alfonso I che comprendevano dipinti di Tiziano, Dosso Dossi e sculture di Antonio Lombardo.

Insomma, non vi resta che venire a Ferrara e immergervi nella storia secolare del suo monumento più rappresentativo: un tuffo nel passato che, specialmente se vi farete accompagnare da una guida specializzata, porterà per qualche ora ad immedesimarvi nel magico e glorioso rinascimento della corte estense.

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Luca Bianchi
Luca Bianchi

Giornalista freelance, speaker radiofonico e social media addicted, adoro viaggiare e scoprire posti sempre nuovi, a caccia di arte, cultura e buon cibo. Tw: @lucabianchi84

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