Storie

A Marfisa D’Este, tra storia e macabre leggende ferraresi

  • Palazzina Marfisa d'Este

Ci si sofferma spesso a parlare dei monumenti simbolo di Ferrara, su tutti il Castello Estense, la Cattedrale o Palazzo Schifanoia.

Non tutti, però, sanno che la città che fu un tempo dimora della ricca signoria degli Este, può contare parecchie altre emergenze artistiche ed architettoniche che, anche se non circondate dalla fama dei più illustri monumenti, racchiudono un fascino davvero tutto da scoprire.

A pochi passi dal centro storico, in Corso Giovecca, si trova ad esempio la splendida Palazzina Marfisa d’Este, residenza di una delle Dame più affascinanti della dinastia estense, donna di cultura, bellezza e passione. Figlia di Francesco e nipote di Lucrezia Borgia, amica intima del Tasso, gode della leggendaria fama di donna fatale, al punto da scatenare fantasiosi racconti sulle sue arti amatorie, a dire del popolo addirittura assassine.

La Palazzina, che ospitò la principessa fino alla morte ed è oggi un magnifico esempio di residenza signorile del secolo XVI, era un tempo circondata da splendidi giardini che la collegavano ad altri edifici, noti come “Casini di San Silvestro”. Rimane un ampio giardino retrostante, oggi chiuso da un loggiato e utilizzato come teatro per la rappresentazione di alcuni spettacoli dalla cornice davvero mozzafiato.

La fama di letale mantide, accostando dunque la povera Marfisa a questo insetto che si dice uccida il maschio al termine dell’accoppiamento, è dovuta ad una singolare quanto macabra leggenda: per alleviare le pene della solitudine si dice, infatti, che essa si concedesse a numerosi amanti, che poi uccideva gettandoli nel pozzo presente ancora oggi in giardino, pozzo in fondo al quale venivano collocati affilatissimi rasoi.

Fanciulla di indubbia bellezza, Marfisa viene in realtà descritta dalla storia come una moglie fedele e con molti figli al seguito (molti di più che gli amanti) ma, ancora oggi, qualcuno giura che al calare delle tenebre, lungo Corso Giovecca si possano chiaramente udire rumori di zoccoli e scalpitanti cavalli. E’ la lugubre carrozza, sulla quale siede il fantasma di Marfisa, enorme, vestita di rosso, che trascina in un macabro vorticare, gli scheletri degli amanti uccisi. Gli uomini che entravano nella Palazzina, infatti, non uscivano più e i loro spiriti si vendicano imprecando e urlando contro la Principessa.

I testimoni di questo fatto sono ovviamente numerosi ed esistono anche poemi e affreschi, a conferma del fatto che questa oscura leggenda fa senza dubbio parte del patrimonio esoterico ferrarese. Non resta, dunque, che provare ad indagare…

Autore

Luca Bianchi
Luca Bianchi

Giornalista freelance, speaker radiofonico e social media addicted, adoro viaggiare e scoprire posti sempre nuovi, a caccia di arte, cultura e buon cibo. Tw: @lucabianchi84

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