Storie

La chiusa di Casalecchio: un gioco di forza tra uomo e ambiente

  • Chiusa Casalecchio di Reno foto credits: Stefano Piana via Wikicommons in CC

Quella che segue è una storia che inizia lontano nel tempo e lega uomo e natura fino ai giorni nostri, in un gioco di forza e abilità, in un territorio che è culla di storia da molti secoli...

 A pochi passi da Bologna sorge la Chiusa sul Fiume Reno di Casalecchio, tra le più antiche opere di meccanica idraulica del mondo, il cui utilizzo non si fermato negli anni, bensì procede tutt'ora in un moto perpetuo ed ininterrotto, a pensarci bene, proprio come lo scorrere del tempo.
Cominciamo dal principio:
Anticamente la Chiusa aveva una doppia funzione, sia di regolazione delle capricciose acque del fiume Reno, nel quale spesso si alternavano piene improvvise e secche, sia come meccanismo idraulico per assoggettare il corso d’acqua agli usi della città. Difatti questo sbarramento, deviando il fiume forniva alla zona urbana e rurale una inesauribile fonte energetica, garantendo sufficiente quantità d'acqua per l'irrigazione dei campi e conseguentemente incrementando la fortuna dell'agricoltura nei territori circostanti Bologna.

La portata del Reno era deviata nella città da un canale che durante il percorso, passando per porti e canalizzazioni veniva sfruttata nella sua potenza per attivare argani idraulici degli opifici cittadini.
Immersa nei canali, di cui ancora oggi rimangono pittoresche tracce che fanno capolino nel centro storico, la Bologna medioevale somigliava ad una piccola Venezia sostentata e arricchita dalle acque del fiume. Ma non solo, pensate che ancora nel 1800 si arrivava in città via acqua, poichè il Reno era ancora navigabile, giungendo fino alle porte di Bologna.

Proprio indietro nel Medioevo si colgono le prime testimonianze sulla realizzazione della Chiusa datate intorno all’anno 1000.
La città era rifornita da torrenti ma i commerci e la navigazione esigevano un flusso costante per uno sviluppo appropriato e per consentire l'attivazione dei pesanti mulini delle industrie cittadine. Da qui l'idea, ambiziosa e dettagliamente studiata, di sfruttare le acque del fiume, creando la deviazione che divenne la Chiusa di Casalecchio.
Dalla sua nascita, sorge intorno al Trecento, molti restauri e ammodernamenti sono stati compiuta su questa incredibile opera di ingegneria, per conservarne intatto ed efficiente il prezioso uso, tra cui si cita l'intervento di Jacopo Barozzi, detto il Vignola, alla fine del Cinquecento, ch ha reso ancora più suggestiva la maestosità della Chiusa.
Il dialogo tra il genio ingegneristico e l'inarrestabile potenza dell'ambiente è sempre stato a metà tra una lotta ed una danza in cui l'ingegno dell'uomo ha tentato di addomesticare la forza della natura e, al contempo, l'ambiente si è posto al servizio della comunità, a volte controvoglia (molti infatti gli intervesti di riparazioni dovuti ad ingenti fratture) facendola fiorire.

La Chiusa di Casalecchio si configura come un ponte, un collegamento tra la realtà urbana e quella rurale, della campagna che abbraccia la città, in una convivenza millenaria affascinante, tanto quanto lo è la vasta area naturale in cui è inserita.
I cittadini non se ne compiacciono solo a livello storico o come vanto culturale, ma ne godono abitualmente, facendone un luogo di relax nel verde, per nuotare nel Reno, o prendere semplicemente il sole. Come si ricorda con le parole di Stendhal "Vado quasi tutte le mattine a Casalecchio, pittoresca passeggiata alla cascata del Reno: è il Bois de Boulogne di Bologna" nel XIX secolo, era la meta preferita di passeggiate campestri, ad oggi anche percorso di jogging per appassionati sportivi.

Simbolo dell'energia motrice che ha permesso alla città di Bologna e alla sua pianura di crescere rigogliosa, ha assunto anche un valore simbolico di altrettanta forza ed importanza, diventando patrimonio dell’Unesco quale simbolo di una cultura di pace a favore dei giovani. Un programma, quello dei " Patrimoni Messaggeri di una Cultura di Pace" istituito dall'Unesco ne 2000 allo scopo di individuare i monumenti ed i siti naturali con valenza di solidarietà. In questa ottica la meccanica della Chiusa è il perfetto esempio di unità e collaborazione tra i cittadini bolognesi impegnati nella realizzazione e manutenzione della grande opera.
Con oltre 7.000 firme di cittadini, amministratori, parlamentari raccolte e oltre 20 adesioni da parte di Comuni e Istituzioni a sostegno della campagna per il riconoscimento, ottenuto nel 2011.
L'acqua è sorgente di pace, di vita, e la Chiusa ne è pilastro, per la condivisione di un bene comune dalla notevole importanza.

 

Autore

Beatrice Belletti
Beatrice Belletti

Amante delle parole e dell'arte in ogni sua forma, dipendente da viaggi, sport e scarpe, sono alla ricerca costante di bellezza ed emozione. Tw: @bellebeatrix

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