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Ponte di Tiberio

Rimini - Ponte di Tiberio

Ponte di Tiberio

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Imponente opera architettonica d'epoca romana, il ponte fu eretto sul Marecchia per decreto dell'Imperatore Augusto ed il suo compimento si deve al successore Tiberio (14 - 21 d.C.) come ricorda l'iscrizione che corre sui parapetti interni.
Il ponte segna l'inizio della via Emilia e si trova all'estremità della principale via storica della città (corso d'Augusto). Dal 1885 il ponte di Tiberio è monumento nazionale.

E' costruito interamente in pietra d'Istria, a cinque arcate, in stile dorico e rappresenta uno dei più notevoli ponti romani superstiti ancora oggi utilizzato dal traffico urbano; documento importante della sapienza tecnica dei Romani è testimoniato dalle fondamenta dei singoli piloni che non sono disgiunti gli uni dagli altri ma formano un'unica fondazione, tale da assicurare la stabilità più completa. La struttura del ponte poggia infatti su un funzionale sistema di pali di legno, perfettamente isolati. Inoltre i piloni sono muniti di speroni frangiflutti, impostati obliquamente rispetto all’asse del ponte, in modo da assecondare la corrente del fiume e riducendone la forza d’urto.

La solidità del Ponte di Tiberio ha sempre destato grande meraviglia, fino a creare la leggenda del “ponte del diavolo”, legata al mito di indistruttibilità di cui nei secoli il Ponte di Tiberio si è fatto scudo.

La Leggenda
Ci vollero ben sette anni, con non poche difficoltà, per portare a termine la costruzione del ponte. Ogni qual volta che si costruiva un nuovo pezzo crollava. Tiberio pregò tutti gli dei, ma invano, così fece un patto col diavolo: satana avrebbe costruito il ponte ma in cambio si sarebbe preso l'anima del primo che lo attraversava. All'imperatore non rimase che accettare e il diavolo si mise subito all'opera. Il ponte fu costruito nel giro di una notte; bello, solido e imponente, stava lì, ad aspettare che lo si attraversasse. Venne il momento dell'inaugurazione e il corteo ufficiale era pronto per la parata quando all'imperatore venne in mente come liberarsi di quello scomodo patto col diavolo. Tiberio ordinò che, in segno propiziatorio, prima di tutti, sul nuovo ponte, dovesse passare un cane. Così fu fatto e il diavolo, che aspettava la sua anima sull'altra sponda del ponte, rimase a bocca asciutta. Satana, schiumante di collera per essere stato buggerato così malamente, decise di vendicarsi all'istante e buttare giù il ponte di Tiberio. Calciò più volte con ira sulla pietra da lui posata, ma niente da fare. L'aveva costruito indistruttibile e nemmeno lui poteva distruggerlo. Così se ne dovette andare... a mani vuote (scornato). Quasi a testimonianza di questo episodio rimangono alcune impronte caprine impresse su di una delle grosse pietre poste all'inizio del ponte sul lato che guarda la città.

Fonte: redazione locale Rimini

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