Luoghi

Mostra Misericordia e Soccorso

Rimini - Corso d'Augusto 231

Mostra Misericordia e Soccorso

Ingresso

Ingresso gratuito

Orari:

Aperto tutto l'anno
Chiusure: sabato e domenica; Aperture: dal lunedì al venerdì;

Contatti

Telefono: +39 0541 716801
www.riminiturismo.it

La città e l'ospedale fra archeologia e storia
L’esposizione, dedicata dalla Provincia ai reperti di S. Maria della Misericordia è una mostra permanente che racconta la storia del luogo occupato per 4 secoli dall'antico ospedale di S. Maria della Misericordia. Una storia che partendo dall'epoca romana ed attraversando l'Alto Medio Evo, giunge al lungo periodo ospedaliero (1368-1800) del quale restituisce momenti di inedita e straordinaria quotidianità.

Un po’ di storia
La prima attestazione certa dell’ospedale di Santa Maria della Misericordia si ha nel 1368, quando il Capitolo Lateranense donò alla Confraternita riminese della Beata Vergine una casa affinché vi costruisse una chiesa e un ospedale. Il 26 giugno 1486 Galeotto Malatesta - tutore di Pandolfo IV e governatore della città - unificò undici ospedali cittadini in quello della Misericordia, per sopperire alle necessità di “poveri, infermi, pellegrini, fanciulli, vedove ed altri miserabili”. La chiesa, di pertinenza dell’ospedale, intitolata a Santa Maria della Neve solo dal 1814, fu completamente ristrutturata nella prima metà del Settecento secondo canoni bibieneschi. L’ospedale rimase pienamente attivo fino al 1800, anno in cui - almeno per la parte sanitaria - fu trasferito nell’ex Collegio dei Gesuiti, assumendo il nome di “Ospedale degli Infermi”. Nel vecchio edificio della Misericordia restarono solo alcune istituzioni, poi collocate altrove. Dalla fine dell’Ottocento all’ultimo decennio del Novecento l’antico ospedale fu occupato solo da uffici amministrativi e magazzini, con un’unica breve parentesi (dal 1919 al 1932) per accogliere temporaneamente la Casa di Riposo Valloni. Ora il complesso è sede della Provincia di Rimini.

Gli scavi e i recuperi
Negli anni 1983-84 e 2000-2001 la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna ha realizzato due campagne di scavo, rispettivamente all’interno della ex chiesa di Santa Maria della Neve e nella zona un tempo occupata dall’ospedale. Le ricerche hanno messo in luce numerose strutture, spesso sovrapposte, relative a un periodo che parte dall’epoca romano-repubblicana. La zona è stata occupata in epoca romano- imperiale da una delle numerose e ricche domus interne alle mura cittadine. In seguito, la costruzione fu abbandonata e in epoca tardo antica ne venne costruita un’altra, sempre abbastanza ricca, che dopo essere stata anch’essa distrutta, fu occupata da un’area cimiteriale. Durante l’Alto Medioevo la zona fu intensamente frequentata e numerosi sono gli elementi rinvenuti riferibili a questo periodo. Dalla seconda metà del ‘300, l’area venne man mano occupata dall’ospedale della Misericordia, di cui sono state ritrovate numerose strutture sotterranee, sia per il deposito di alimenti, (fosse granarie con il pavimento in terra battuta e rivestite da pareti in laterizio) sia per l’inumazione dei defunti (sepolture a camera all’interno della chiesa). Una fossa, rivenuta nell’antico chiostro, era stata appunto adibita a ossario dai frati della vicina chiesa.

L'esposizione
L’esposizione racconta la storia del luogo, in particolar modo quella del periodo ospedaliero (1368-1800). Le ricerche archeologiche e i materiali rinvenuti consentono di tracciare, in parte, lo sviluppo della zona fin dall’epoca Romana passando per l’Alto Medioevo e arrivando alla fase dell’ospedale della Misericordia con i suoi quattro secoli di storia. I materiali esposti sono databili fra l’epoca romano-imperiale e il XVIII secolo. Ceramiche e frammenti architettonici, fra i quali due lacerti di mosaico, documentano le fasi più antiche. Per il periodo successivo, particolare rilevanza assume un contesto di butto tardo rinascimentale, cioè un insieme di oggetti non più utilizzati e per questo gettati all’interno di una buca nel cortile dell’ospedale. Questi reperti permettono di aggiungere nuovi dati alla storia della ceramica riminese fra il ‘500 e il '600. Infine, di nota sono i boccali, le ciotole e i piatti, tutti con il monogramma dell’ospedale. 

Fonte: redazione locale Rimini

Tags

Focus On