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Teatro Asioli di Correggio

Correggio - corso Cavour, 9/c

Teatro Asioli di Correggio

Ingresso

Ingresso gratuito

Orari:

Aperto tutto l'anno
Aperture: la biglietteria è aperta da lunedì a venerdì 18.00 - 19.00. Sabato 10.30 - 12.30;

Contatti

Telefono: +39 0522 637813
FAX: +39 0522 632681
www.teatroasioli.it

Il teatro pubblico nasce a Correggio nel 1600 dall'adattamento e dalla sistemazione delle sale del Palazzo Vecchio, antica dimora di Nicolò da Correggio. I primi spettacoli sembrano risalire al febbraio del 1660.
Lavori di restauro e di ampliamento vengono eseguiti a partire dal 1752 nonostante, circa un secolo dopo, la situazione del fabbricato sia giudicata disastrosa.
Nel 1850 la Comunità è favorevole alla costruzione di un nuovo teatro in muratura che viene iniziato su progetto dell'architetto Francesco Forti e inaugurato nel 1852; il vero e proprio completamento, comunque, avverrà circa un ventennio dopo.
La facciata viene portata a termine nel 1872-73 dall'ingegnere Antonio Tegani di Reggio Emilia utilizzando otto colonne in marmo offerte dal Muncipio di Modena. Nel 1880 il teatro viene intitolato al musicista Bonifazio Asioli. Viene poi parzialmete distrutto da un incendio nel 1889 e ricostruito verso la fine del secolo. La sua ricostruzione ha inizio nel 1890 ad opera dell'ingegnere comunale Giuseppe Aimi nel rispetto delle caratteristiche precedenti. Nel 1898 grazie ad una pubblica sottoscrizione il teatro viene inaugurato con la "Bohème" di Puccini. Nel 1909 il teatro si incendia di nuovo e provoca pochi danni alla struttura ma due morti. Dal 1943 al 1960 viene destinato ad uso cinematografico ed in seguito restituito al comune di Correggio in precarie condizioni di strutture, impianti e servizi; la struttura viene riaperta nel 1973.
Il pittore Franco Zanichelli si occupa della direzione dei restauri degli affreschi, delle decorazioni e degli strucchi.
Il Teatro in stile neoclassico è a ferro di cavallo, con tre ordini di palchi (per un totale di sessanta palchetti, decorati in stile Luigi XV), il palco d'onore decorato con l'effige di Bonifazio Asioli e sormontato dallo stemma della Comunità e, superiormente, il loggione.

La volta, dipinta dal reggiano Giulio Ferrari (1858- 1934), presenta, verso il proscenio, due geni alati, assisi sul cornicione di una fantastica architettura, che depongono un grande damasco che la copre per intero. Vicino ai geni, troneggiano sulle nubi la Tragedia, la Commedia, più in alto la Danza e verso il centro la Musica. Con Ferrari collaborò il pittore reggiano Giuseppe Ponga, mentre il correggese Emilio Meulli lavorò agli stucchi, disegnando anche il magnifico bordo del sipario di velluto rosso ricamato da Imélde Levi.

Fonte: redazione locale Reggio Emilia

Foto di Epoché in CC
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