Luoghi

Museo della città di Guastalla

Guastalla - Corso Garibaldi, 33

Museo della città di Guastalla

Ingresso

Prezzo di ingresso: € 3.00
ridotto 2 € e gratuito fino ai 14 anni

Orari:

Aperto tutto l'anno
Chiusure: Lunedì; Aperture: Sabato: 15.00 – 18.30 Domenica: 10.00-12.30 e 15.00-18.30 Da martedi a sabato: mattino su richiesta e prenotazione;

Contatti

Telefono: +39 0522 219853
FAX: +39 0522 839756

La ricchezza di storia e tradizione artistica che caratterizza Guastalla è la premessa sulla quale si è costruito e articolato questo museo: un luogo che concentra l'attenzione sugli eventi e sulle espressioni della cultura che in queste terre hanno preso forma nel corso di ventiquattro secoli.

Da queste sale è possibile trarre informazioni, conoscenze e stimoli per dilatare l'osservazione alle architetture, ai dipinti, alle testimonianze che altrove è possibile riconoscere ed osservare.
Prima sala
La prima sala museale propone una riflessione sulle origini e sulle prime forme di costruzione del territorio guastallese. Qui sono esposti i reperti e una delle tombe di epoca romana ritrovati nei pressi di Pieve di Guastalla. Questi ritrovamenti segnalano la presenza di una necropoli in prossimità della via del Rosario e lasciano anche ipotizzare la prossimità ad essa di un pagus insediato a partire dal IV sec. a.C.
Ma l’organizzazione di queste terre prende corpo in maniera più stabile nel corso del Medioevo. Le terre guastallesi in quei secoli esrano solcate dalla via di Frassinoro che collegava Verona a Mantova. Di questo periodo sono le chiese romaniche che sorgono nei pressi di Guastalla: l’oratorio di San Giorgio e la Pieve dedicata ai santi Pietro e Paolo.

 

Seconda sala
Il tema della formazione dello stato e dell'insediamento guastallese è affrontato in questa Sala che spazia sull'età della signoria dei Torelli e dei primi Gonzaga. La struttura urbana della "nuova" Guastalla è databile all'inizio del XIV secolo, allorché venne costruita la Rocca che avrebbe ospitato, fino alla seconda metà del Cinquecento, la residenza signorile dei Da Correggio prima, poi dei Visconti, infine dei Torelli e dei Gonzaga che presero possesso di queste terre nel 1539.
La sala raccoglie significativi documenti d’arte ascrivibili al XVI e al XVII secolo e pone l’attenzione sulla presenza della Zecca, segno dell’autonomia che Guastalla aveva conquistato.
Tra le cose degne di nota oltre alle monete della Zecca: Ritratto di Cesare I Gonzaga (attr. Scutellari), 1680 ca; olio su tela; Madonna con Bambino, scuola ferrarese, sec. XVI, olio su tela; Madonna del catino, bottega di Giulio Romano, ultimo quarto sec. XVI, olio su tela; La Pietà con San Francesco e San Bernardino, Stefano da Carpi, 1758, strappo su legno.

Terza sala
La vita e l'arte nella Guastalla seisettecentesca vengono affrontate in questa Sala attraverso l'ottica della religiosità che rappresenta una chiave di lettura rilevante per una città costruita secondo i canoni della città votiva e connotata dalla presenza di numerosi ed importanti edifici di culto.
La stessa vicenda dei Gonzaga, in un certo senso, si intreccia con questo tema che investe profondamente tutta la società preilluminista: la presenza ebraica e la realizzazione del ghetto per volere di Ferrante III; la realizzazione della chiesa dedicata alla Beata Vergine della Porta, quale primo atto di governo di Vincenzo Gonzaga; la venuta in città dei Gesuiti, nel 1738, sotto Giuseppe Maria Gonzaga; sono tappe di una vicenda storica che si snoda nel corso dell'ultimo periodo di indipendenza del ducato di Guastalla.
Nella sala si trova l’affresco della Crocefissione, emerso durante i lavori di restauro del palazzo Fracassi, data alla prima metà del Seicento e testimonia la complessa evoluzione che questo edificio ha subito nel corso dei secoli.

Da vedere, inoltre, la Santa Caterina d'Alessandria dipinta da Giuseppe Bazzani (Mantova, 1690-1769) alla metà del XVIII secolo (proveniente dalla Biblioteca Maldotti di Guastalla) rappresenta un'opera ispirata alla santa cui è intitolata la tradizionale fiera d'autunno di Guastalla. L'opera del Bazzani si presenta raffinata nelle forme e nelle molteplici sfumature dei toni cromatici che danno solennità al ritratto della Santa e che tuttavia conferiscono dolcezza all'insieme della composizione.
San Luca evangelista dipinge l'immagine della Madonna con il Bambino di Francesco Stringa (Modena 1635-1709), olio su tela; San Pietro in lacrime, (attr. bottega del Guercino), sec. XVII, olio su tela e gli ex-voto del Santuario della Beata Vergine della Porta.

 

Quarta sala
La sala dedicata all’Ottocento e al Novecento propone alcuni elementi di rilievo legati alla storia e all’arte di quei secoli.
Qui sono esposti tre dipinti di Antonio Gualdi (1796-1865) formatosi a Firenze, Milano, Roma. La sua lettura dell’opera di Francesco Hayez lo fecero approdare alla poetica del Romanticismo che egli seppe tradurre in toni pittorici di grande levatura.
Altre opere interessanti sono i bozzetti e le sculture di Pietro Rossi, nato nel 1829, che, assieme ad Antonio Gualdi, è uno dei principali artisti guastallesi del XIX secolo.
Inoltre possiamo apprezzare anche un disegno di Libero Tosi (fotografo e pittore) dedicato alla Resistenza ; un ritratto di Latino Barilli e il bozzetto di una scultura di Pietro Cascella che segna la conclusione del percorso urbano della strada Gonzaga.

Sala Bolzoni
In questa, sala posta al pianterreno, si possono ammirare i delicati acquerelli di Mario Bolzoni (Parma 1913 – Lecco 1974), che catturano scorci di Guastalla nei primi anni ’30 del novecento.
"Guastalla non è mai stata rappresentata con l'allegria così piena di promesse e di frutti. Stagione d'oro nella quale tutto sembrava possibile, tutto era a portata di mano, nonostante gli anni bui. E noi troviamo quell'aria di vetro, quelle immagini impastate d'acqua, come omaggio al Po sempre presente, anche quando non è rappresentato. Una Guastalla più bella che mai." (Marzio Dall'Acqua).

Fonte: redazione locale Reggio Emilia

Foto di musei.provincia.re.it
Tags

Focus On