Luoghi

Musei Civici

Reggio Emilia - via Spallanzani, 1

Musei Civici

Ingresso

Ingresso gratuito

Orari:

Aperto tutto l'anno
Chiusure: Lunedì; Aperture: orario invernale: martedì-venerdì 9-12; sabato 10-13 e 16-19. domenica 10-13 e 16-19 Luglio-agosto 2011: da martedì al sabato 9-12 e 21-24. Domenica e festivi ore 21-24;

Contatti

Telefono: +39 0522 456477
FAX: +39 0522 456476
INFOLINE: +39 0522 456805
musei.comune.re.it

I Civici Musei hanno sede, dal 1830, nel Palazzo di S. Francesco. Contengono raccolte e collezioni riferibili all'Archeologia (Mosaici romani, Museo Chierici, Portico dei Marmi-sezione romana, Museo Romano, Museo di Preistoria e Protostoria), Etnografia, Storia dell'Arte (Galleria Fontanesi, Museo Mazzacurati, Galleria dei Marmi-sezione medievale, Mosaici medievali), Storia Naturale (Collezione Spallanzani, Raccolte zoologiche, anatomiche, botaniche, geo-mineralogiche e paleontologiche), Storia della città (Museo di Arte industriale, vetrine degli Scienziati reggiani).

Un'inedita quadreria di dieci paesaggi ottocenteschi è entrata a far parte delle collezioni permanenti dei Musei Civici. La serie di dipinti è esposta alla Galleria Fontanesi e va ad arricchire il repertorio della pittura di paesaggio dei nostri Musei, offrendo il dovuto omaggio a un capitolo particolarmente fortunato della produzione artistica della città. In esposizione ci sono opere realizzate, tra gli altri, dai pittori regionali Giovanni Fontanesi, Camillo Crespolani e Paolo Ferretti.

L'edificio sorge nell'area dell'antico palazzo imperiale, concesso in uso al Vescovo di Reggio (1255) e da questi ai Frati Minori Conventuali di S. Francesco. Ingrandito nel 1270, è restaurato successivamente. Si deve all'architetto Giovanni Maria Ferraroni (1755) il progetto di una più radicale ristrutturazione. Nel 1799 alla morte di Lazzaro Spallanzani, grande scienziato di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, la città acquisisce la collezione naturalistica che lo scienziato aveva raccolto e che costituisce il più antico nucleo di collezioni del museo. All'ingresso, incastonati alle pareti, importanti frammenti di pavimenti a mosaico provenienti da diverse chiese reggiane ed altri di epoca romana rinvenuti durante scavi effettuati all'inizio di questo secolo.

Nella sezione Paleontologia si trova la collezione originaria di Don Gaetano Chierici relativa al nostro territorio ed ordinata cronologicamente dal Paleolitico all'Alto Medioevo. Altre importanti collezioni: zoologia, anatomia, numismatica, marmi e pietre scolpite. Al piano superiore la galleria "Fontanesi" espone dipinti, ceramiche, argenti, tessuti, armi. Il Museo Mazzacurati contiene dipinti, sculture, disegni dell'artista protagonista della cultura figurativa della prima metà del XX secolo.

All'interno del Museo, a fianco dell'ingresso, è allestito uno spazio dedicato alla vendita delle pubblicazioni dei Civici Musei. I Musei organizzano iniziative didattiche per le scuole di ogni ordine collegate alle tematiche documentate dalle diverse sezioni; periodicamente si propongono cicli di conferenze e visite guidate nella giornata di domenica.

Il Museo Chierici
Nel 1862 don Gaetano Chierici ordina il Gabinetto di Antichità Patrie, ampliato nel 1870 come Museo di Storia Patria, il cui nucleo fondamentale è la Collezione di Paletnologia.
Conservata negli arredi originari e nell'allestimento immediatamente posteriore alla morte di Chierici, è stata di recente ricondotta all'assetto concepito dal fondatore. La Collezione rappresenta infatti la più immediata espressione del lavoro di un paletnologo nell'età stessa in cui nasce la "novissima scienza", la Paletnologia, come studio delle più antiche culture umane.
L'esposizione si articola in tre serie. La prima, fulcro dell'intera collezione, riunisce i materiali archeologici dalla provincia di Reggio Emilia. Rimangono ad essa subordinate le due serie extraprovinciali, che presentano rispettivamente materiali da altre regioni d'Italia e da altri paesi, quest'ultima comprendente anche raccolte etnografiche. Queste sono diretta espressione del metodo comparativo, fra culture della Preistoria e culture dei "selvaggi" contemporanei, in uso nell'ambito della nascente Paletnologia.
Nella serie locale i materiali sono ordinati entro sequenze cronologiche, e suddivisi per complessi di provenienza omogenei (topografici e di scavo). Da un'ulteriore distinzione, per materia, si passa ad isolare le diverse tecnologie. Si giunge infine alla suddivisione fondamentale, per tipologie di oggetti.
I materiali sono esposti integralmente, senza distinzione fra oggetti di prima e di seconda scelta. La Paletnologia, secondo Chierici, è infatti scienza "democratica".
Si riconosce in questo metodo di lavoro un'impostazione positivistica, che si avvale di ogni possibile sussidio offerto dalla Geologia, dalle Scienze Naturali, dall'Antropologia, anche attraverso l'esposizione di campionature dei terreni di scavo e di raccolte osteologiche, tutte meticolosamente determinate.

Fonte e foto: redazione locale Reggio Emilia

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