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Teatro Goldoni

Bagnacavallo - Piazza Libertà, 18

Teatro Goldoni

Ingresso

Ingresso gratuito

Orari:

Aperto tutto l'anno

Contatti

Telefono: +39 0545 64330
INFOLINE: +39 0545 280898
www.romagnadeste.it

Già nel 1700 a Bagnacavallo esisteva una struttura teatrale, composta da un palcoscenico e da palchi in legno, situata in Palazzo Abbondanza, edificio dove avevano sede i magazzini dell’annona. L’esigenza di costruire una struttura più moderna, ampia, sicura e accogliente fece sì che il consiglio comunale approvasse, nel 1839, il progetto di edificare un nuovo teatro, a fianco del Palazzo comunale. Si trattava di un progetto ambizioso per un piccolo centro di provincia, bisogna però tener conto dell’alto numero di famiglie nobili e di prelati che abitavano a Bagnacavallo. L’incarico di progettare il nuovo edificio fu affidato all’architetto bolognese Filippo Antolini (1786 - 1859). Il teatro fu inaugurato nel 1845 con una doppia rappresentazione lirica “Ernani” di Giuseppe Verdi e “Parisina” di Gaetano Donizetti. Nel 1907 fu intitolato a Carlo Goldoni, in occasione del bicentenario della nascita del grande commediografo, il cui padre aveva esercitato la professione di medico condotto a Bagnacavallo (la tomba di Giulio Goldoni è conservata ancora oggi nella Chiesa di San Girolamo).
La facciata è in mattoni a vista e si eleva su un portico con cinque archi a tutto sesto, retti da pilastri ai quali sono addossate colonne con capitelli ionici. Il teatro ha pianta rettangolare con platea a ferro di cavallo. Due scale laterali in cotto conducono ai tre ordini di palchi, che hanno parapetti continui decorati all’esterno con stucchi del bolognese Tognetti ed affreschi del ferrarese Migliari. Il loggione ha archi a tutto sesto su pilastrini, sui quali si innesta la volta ad ombrello, ricca di affreschi, ascrivibili anche questi al Migliari, personaggio chiave dell’ottocento ferrarese. La volta del teatro Goldoni è ornata da quattro medaglioni esagonali che rappresentano in modo simbolico l’Agricoltura (Romolo che prende lezioni da un filosofo); l’Architettura (Romolo che esegue un poligono); la Legislazione (Romolo che frena la gente con la disciplina); la Politica (Romolo che sposa Ersilia per far pace con i vicini), uniti da un fregio con emblemi e animali. Ai lati del proscenio sono posti sei medaglioni in legno dorato che raffigurano personaggi illustri bagnacavallesi, o che intrattennero con la città importanti rapporti; a sinistra: il cavaliere Cesare Ercolani (capitano a servizio di Carlo V), il pittore Bartolomeo Ramenghi, il poeta Giovanni Maria Guicciardi; a destra: il capitano di ventura Tiberto Brandolini, il commediografo Carlo Goldoni, l’economista Luigi Valeriani Molinari. Molto interessante il sipario dipinto a tempera, opera del bolognese Antonio Muzzi (1815 – 1894), un tipico esempio di pittura storico – celebrativa ottocentesca. Vi è raffigurato il senatore bolognese Camillo Gozzadini, insieme alla moglie Violante Casali, alla suocera e a un domestico, mentre presenta il giovane Girolamo da Treviso al pittore Bartolomeo Ramenghi affinché lo accolga a bottega. Dietro al Ramenghi stanno il figlio Giovanni Battista e il Primaticcio, suo allievo prediletto (che divenne famoso in Francia e in Italia nella prima metà del ‘500).
Fin dall’apertura, e per molti decenni, il “Goldoni”, definito dalla stampa nazionale “una Scala in miniatura” per la sua bellezza, è stato l’unico teatro della zona ad avere una propria stagione lirica. Ancora oggi il cartellone del “Goldoni” è uno dei più interessanti della provincia, l’attività teatrale si articola dal teatro ragazzi al grande teatro di prosa, al teatro contemporaneo e di ricerca, dal comico alla musica d’autore, e comprende importanti prime e anteprime nazionali.

Fonte: redazione locale Unione dei Comuni della Bassa Romagna
 

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