Luoghi

Pieve di San Pietro in Sylvis

Bagnacavallo - Via Pieve Masiera I

Pieve di San Pietro in Sylvis

Ingresso

Ingresso gratuito

Orari:

Aperto tutto l'anno
Aperture: Da Mag a Sett: ven e sab 16.30-18.30, dom 9.30-12 e 16.30-18.30. Ott: ven e sab 14.30-16.30; dom 10-12 e 14.30-16.30. Da Nov a Mar: ven 14.30-16.30, dom 10-12. Apri: ven e sab 16.30-18.30; dom 9.30-12 e 16.30-18.30 Su richiesta in altri giorni e orari;

Contatti

Telefono: +39 0545 280898
FAX: +39 0545 280859
www.romagnadeste.it

A un chilometro dal centro storico, sulla strada che porta a Fusignano, sorge la celebre basilica di San Pietro in Sylvis, una delle pievi più belle e meglio conservate della Romagna, classico esempio di architettura esarcale o protoromantica. Il luogo in cui sorge potrebbe corrispondere al più orientale dei porti, lungo la riva sud delle paludi, usato dai pellegrini intorno all’anno mille per raggiungere Roma, percorrendo la via dei Romei. Perfettamente orientata con l'abside a levante, è costruita a tre navate. La facciata, quasi nuda, è segnata da quattro lesene verticali. Il portale è rettangolare, con cornici e sovrastante bifora su colonnina in marmo greco. Sul lato sinistro della facciata si apre un’altra porta che immette nella navata di sinistra, un tempo probabilmente riservata alle donne. All’interno è suddivisa in tre navate da semplici pilastri a T che sorreggono le arcate a tutto sesto. L'abside è poligonale all'esterno, con sette lati, e semicircolare all'interno. Nel presbiterio sopraelevato, cui si accede grazie a due rampe di scale simmetriche, spicca un bell’altare a cippo in marmo greco della fine del VI secolo. Sotto la zona absidale si trova una cripta ad oratorio – databile all’XI secolo – sorretta da quattro pilastri su cui si innesta una volta a crociera; al centro è posto un altare a mensa in marmo greco su quattro colonnine con capitelli a foglie lisce, un’opera molto interessante, ascrivibile al VII secolo. Nella parete sinistra è collocato il Lapidario che conserva mattoni manubriati romani, due plutei frammentari in arenaria e gli archi marmorei di un ciborio risalente all' VIII secolo. L’intera superficie absidale è ricoperta dai resti di un mirabile ciclo di affreschi databili al 1320 circa, attribuiti a Pietro da Rimini. Al centro del catino absidale troneggia il Cristo Pantocrator, fiancheggiato dai quattro evangelisti. Nel registro inferiore la teoria degli apostoli, aperta da Paolo a destra e da Pietro a sinistra, affianca il Cristo crocefisso compianto dalla Vergine Maria e da San Giovanni Evangelista. Altri affreschi del tardo ‘300 e del secolo successivo ornano i pilastri e le pareti della basilica, particolarmente curioso è quello della cosiddetta “Madonna dal profilo dantesco”, quasi un omaggio al sommo poeta proprio nella chiesa in cui, la leggenda narra, sostasse in preghiera durante il suo cammino verso Ravenna. A destra dell’ingresso principale si trova ciò che resta di un affresco quattrocentesco di scuola veneto – ferrarese, raffigurante la Deposizione di Cristo, di grande forza pittorica.

Fonte: redazione locale Unione dei Comuni della Bassa Romagna
 

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