Luoghi

Museo della Frutticoltura "A. Bonvicini"

Massa Lombarda - Via Amendola, 40

Museo della Frutticoltura

Ingresso

Ingresso gratuito
Apertura su prenotazione; visite guidate su appuntamento. Il museo dispone di saletta per incontri, conferenze e mostre tematiche.

Orari:

Aperto tutto l'anno

Contatti

Telefono: +39 0545 985832
FAX: +39 0545 985837
INFOLINE: +39 0545 985833
www.comune.massalombarda.ra.it

Massa Lombarda racconta l’epoca d’oro della frutta
Fino alla metà del secolo scorso è stata la patria di pesche, mele e pere. Oggi ospita un museo con i reperti e le testimonianze delle primissime coltivazioni arboree.

Dalla fine dell’Ottocento alla metà del secolo scorso Massa Lombarda è stata la patria della frutta e non a caso qui si trova il museo dedicato alla frutticoltura. In questo paese del ravennate figure pioniere come Vittorio Crud, Luigi Maccaferri, Adolfo Bonvicini introdussero il concetto di moderna frutticoltura specializzata.
In quelle che erano le stalle, si trova inoltre un museo della civiltà contadina ricco di oggetti tradizionali della vita rurale e del lavoro nei campi. L’itinerario del museo della frutta si snoda fra oggetti (come gli innumerevoli strumenti da innesto e potatura) e suggestivi ritratti dei lavoratori di un tempo. Le testimonianze presenti sono specchio di passaggi storici cruciali. La scelta di produrre frutta e di lavorarla a livello industriale, infatti, ha condizionato profondamente la società locale, cambiandone anche la struttura; cruciale fu il passaggio dalla mezzadria alla cooperativa. Anche il ruolo delle donne cambiò, essendo sempre più spesso impegnate nella selezione qualitativa del prodotto. Lungo il percorso sono numerose le immagini di donne impegnate in questa fase produttiva.

La cattedra ambulante di Agricoltura
Fondamentale per l’aggiornamento tecnico e l’introduzione nelle campagne circostanti di innovazioni agronomiche fu la Cattedra ambulante di Agricoltura di Ravenna, istituita nel 1898 e affidata al Professor Bellucci, tecnico e agronomo di esperienza internazionale, che svolse fino al periodo fascista un’intensa attività promozionale e di supporto per gli imprenditori più attivi della provincia.
Nel museo sono esposti i manifesti e i diplomi che venivano rilasciati agli agricoltori che prendevano parte a tali incontri. La Cattedra ambulante è stato senza dubbio un potente strumento di diffusione dell’innovazione fra gli agricoltori che attraverso veri e propri corsi, potevano acquisire conoscenze di agronomia, frutticoltura e patologia vegetale. I mezzadri e i braccianti necessitavano, infatti, di una specializzazione che gli consentisse di seguire le numerose fasi della coltivazione del frutteto, dall’introduzione di nuove cultivazioni alla raccolta e confezionamento del prodotto.
Nel museo si trova anche il modello di una delle prime macchine selezionatrici realizzate a Massa Lombarda all’inizio del secolo e che, seppur con vari ammodernamenti, rimase in funzione fino agli anni ’70. La sua ricostruzione è così accurata che permette anche ai visitatori meno esperti di immaginare le operaie di inizio secolo impegnati in questo lavoro. La visita continua nell’area dedicata al confezionamento e vendita della frutta anche all’estero. Di grande bellezza i vari materiali promozionali dell’epoca, talmente curati nella grafica e nei colori da sembrare realizzati ai giorni nostri. Spesso il materiale che decorava le cassette di frutta o i manifesti promozionali delle ditte trasformatrici erano realizzati da famosi pubblicisti.

Un cambio di tendenza si ha durante il periodo fascista che, in provincia di Ravenna, coincide con significative battute d’arresto dell’espansione del settore frutticolo, dovute alla politica economica del regime che, al di là delle strumentalizzazioni propagandistiche, fa una scelta alternativa in favore delle grandi colture (battaglia del grano). La stasi del processo di incremento delle aree coltivate a frutteto non significò, però, l’arresto del perfezionamento dei metodi e delle tecniche colturali. I miglioramenti degli interventi antiparassitari di preparazione, di concimazione del terreno e di potatura portano risultati positivi. Lo sviluppo dell’industrializzazione agricola diventa elemento trainante di altre iniziative, come testimoniano le numerose locandine e foto presenti nel museo: ecco dunque che a Massa Lombarda sorgono fabbriche di conserve alimentari, vivai di alberi fruttiferi, industrie per confezioni ed imballi, officine meccaniche specializzate, depositi di insetticidi, magazzini di refrigerazione. Il percorso si chiude di fronte a problematiche attuali: la crescita dell’apporto di fertilizzanti e il mantenimento degli equilibri naturali ed ecologici del territorio. Un interrogativo su cui il visitatore, soprattutto più giovane, è chiamato a riflettere.
Il museo con la sua area di pertinenza rappresenta anche un luogo utilizzato per alcune iniziative culturali che contribuiscono a promuovere il territorio: fra tutte, si ricordano la rassegna cinematografica estiva che si svolge nel cortile del museo e la sagra delle "sfogline" che, organizzata dalla Pro Loco, si tiene nel centro cittadino fra fine agosto ed i primi di settembre. Un appuntamento per recuperare le tradizioni locali della sfoglia fatta con il mattarello e per assaggiare le famose tagliatelle alla romagnola.

Fonte: Musei del gusto dell’Emilia Romagna

Foto archivio di Aptservizi

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