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Il Museo Civico delle Cappuccine

Bagnacavallo - via Vittorio Veneto 1/a

Il Museo Civico delle Cappuccine

Ingresso

Ingresso gratuito

Orari:

Aperto tutto l'anno
Chiusure: Lunedì e postfestivi, Natale, Capodanno. Chiusura annuale: agosto.; Aperture: in inverno, da martedì a domenica, ore 10-12 / 15-18 in estate, da martedì a domenica, ore 10 -12 / 16-19 Visite guidate per gruppi di minimo 10 e massimo 30 persone, su appuntamento.;

Contatti

Telefono: +39 0545 280911
FAX: +39 0545 280921
INFOLINE: +39 0545 280913
www.centrolecappuccine.it

Il Museo ha sede nell’ex convento settecentesco delle suore Cappuccine, un complesso ampio e armonioso, disposto attorno al chiostro centrale e a fianco del parco pubblico ricavato dall’orto delle suore. Vi sono riunite importanti collezioni di arte antica, moderna e contemporanea; il Gabinetto delle stampe; la sezione naturalistica Pietro Bubani, oltre alla biblioteca e al notevole archivio storico. Le opere d’arte che costituiscono le varie raccolte del museo hanno provenienze diverse, il filo conduttore fondamentale è quello della pertinenza delle opere alla città per motivi storici, artistici, documentari. Di tutto rilievo è anche l’attività espositiva del museo, che ha destinato un’intera ala della sua struttura all’organizzazione di mostre.
La Pinacoteca comprende una collezione di opere antiche datate fra il XV e il XVIII secolo, una raccolta di pittori moderni e contemporanei e una raccolta di sculture. Nella Sezione antica sono presenti, fra le altre, opere dei Ramenghi, di Lilio, di Mitelli. Attribuita a Bartolomeo Ramenghi (Bagnacavallo, 1484 - Bologna, 1542) è la pala della Madonna col Bambino e i santi Michele, Francesco, Pietro e Giovanni; altra opera del Ramenghi, detto il Bagnacavallo senior, è lo Sposalizio mistico di Santa Caterina. La Sacra Conversazione coi santi Domenico e Caterina da Siena è invece attribuita a Giovan Battista Ramenghi (Bologna, 1521 - 1601), detto il Bagnacavallo junior. Di Andrea Lilio (Ancona, 1555 - Ascoli Piceno, 1610) il museo conserva un imponente dipinto raffigurante un Compianto di Cristo con santi, datato 1596. Di Ferraù Fenzoni (Faenza, 1562 - Roma, 1645) Bagnacavallo custodisce una Adorazione dei pastori. Nella sezione di Arte moderna, che conta un cospicuo numero di opere, si colloca la grande collezione donata dalla vedova di Enzo Morelli, importante illustratore e pittore del’900 (Bagnacavallo, 1896 – Bogliaco del Garda, 1976). Il vasto patrimonio conservato a Bagnacavallo comprende una quarantina di sue opere, in tecniche diverse, 36 cartelle con quasi 2000 fra disegni, acquerelli e tempere, un considerevole nucleo di libri d’arte e un certo numero di opere di artisti contemporanei.
La Sezione contemporanea propone opere di artisti italiani (tra i quali figurano Brindisi e, con una serie consistente, Guidi e Treccani) e un gruppo di dipinti che si riferisce alla vicenda artistica romagnola dal dopoguerra ad oggi. Virgilio Guidi (Roma 1891 - Venezia 1984), fu uno dei primi maestri ad esporre al museo di Bagnacavallo, dove ha lasciato alcune sue opere, tra cui il Grande volto e Marina. In mostra alle Cappuccine si trovano anche diverse opere, dagli anni ’50 al ’90, di Ernesto Treccani (Milano, 1920), uno dei più significativi rappresentanti del realismo italiano; tra le altre: Tre figure nel verde, La siepe e Requiem per una strage, dedicato al massacro di Capaci. Di Remo Brindisi (1918 -1996) è il dipinto raffigurante una grande testa, dal titolo Velleitario. Di Medardo Rosso è in mostra una testina molto rappresentativa dell’opera del maestro e di Giacomo Manzù si segnala la Crocifissione, una bassorilievo in bronzo di piccole dimensioni.
Il Gabinetto delle stampe antiche e moderne Partendo dalla collezione di stampe antiche donata da Emilio Ferroni, a Bagnacavallo è nato un Gabinetto delle Stampe divenuto nel tempo punto di riferimento per l’incisione a livello nazionale attraverso una fiorente attività espositiva. La ricca raccolta, oltre 1.000 incisioni antiche, dal XVI al XIX secolo, comprende opere del Dürer, Della Bella, Aldegrever, Piranesi, Hogarth, Bartolozzi, Longhi e Rosaspina. Acquaforte, acquatinta, stampa a bulino, ecc., tutte le tecniche sono rappresentate nella vasta collezione del Gabinetto che ha un cospicuo fondo di grafica incisoria contemporanea (oltre 6000 opere) e cura le edizioni del “Repertorio degli Incisori Italiani”.
Il ricco patrimonio librario rende la Biblioteca Giuseppe Taroni, nata nel 1774, una delle biblioteche minori più importanti della Romagna. Conta 52.000 volumi, di cui 30.000 nel fondo storico con oltre 1.000 cinquecentine e 63 incunaboli. Si trovano qui anche le opere di illustri bagnacavallesi come l’eclettico Thomaso Garzoni (XIV sec.) e il giornalista Leo Longanesi. Autore enciclopedico, Garzoni (Bagnacavallo. 1549 - 1589), canonico lateraense riscosse fama europea con opere erudite che descrivono ironicamente le professioni rinascimentali, il tema della follia e delle superstizioni di cui la biblioteca conserva copie per studi e consultazioni. Leo Longanesi (Bagnacavallo 1905 - Milano 1975) fu protagonista fin da giovane della vita culturale italiana del Novecento. Giornalista, editore, grafico e geniale fondatore di importanti testate come “L’Italiano”, “Omnibus” e “Il Borghese” presenti nel fondo bagnacavallese. La biblioteca aderisce al sistema bibliotecario nazionale e offre la navigazione in Internet. L’archivio storico conserva importanti documenti, a partire dal 1200, e conta circa cinquecento pergamene.

Il museo dispone di: sala didattica, sala video, biblioteca, book-shop

Fonte: redazione locale Unione dei Comuni della Bassa Romagna

Foto del Museo
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