Luoghi

Rocca Viscontea di Castell'Arquato

Castell'Arquato - Piazza del Municipio

Rocca Viscontea di Castell'Arquato

Ingresso

Prezzo di ingresso: € 3.50
Ridotto 2.50 €

Orari:

Aperto tutto l'anno
Chiusure: Lunedì (tranne nei mesi di Aprile e Maggio), 25 dicembre e 1° gennaio. La Rocca potrebbe restare chiusa in caso di neve; Aperture: Da Nov a Feb: Sab, festivi e ponti Natale 10-17; Feriali: visita accompagnata ore 10-12-15–16-17 Da Mar a Ott: da mar a dom 10-13 e 14.30-18 Lug-Ago: Sab e festivi: 10-13 e 14.30-18; Feriali: visita accompagnata ore 10-12-15–16-17;

Contatti

Telefono: +39 0523 803215
FAX: +39 0523 803215
www.castellidelducato.it

Fu costruita nel 1342 per volere di Luchino Visconti, sorse sulle fondamenta di un preesistente castrum quadratum, che i Romani avevano costruito nel III secolo a.C. per difendersi dai Galli. La Rocca non è stata oggetto di successivi rifacimenti. L'edificio non è mai stato una residenza signorile; la sua funzione è stata esclusivamente militare. L'unica parte che ha stanze al suo interno è il mastio, che era adibito a prigione. Si narra che in esso furono imprigionati Laura e Sergio, i leggendari innamorati arquatesi protagonisti di una vicenda sanguinosa.

 

La Leggenda
Siamo nel 1620 e Castell'Arquato è retta dal Cardinale Francesco Sforza che opprime la popolazione. La rivolta è sempre più vicina, quando giunge in città Sergio Montale, un cavaliere accompagnato dal suo servitore, tale Antonio Galanti detto Spadone per la sua abilità a maneggiare le armi. Sergio viene accusato di cospirazione, incriminato e imprigionato. Ed ecco apparire Laura, figlia di Gaspare Della Vigna, capo delle guardie, che si innamora del giovane Sergio e la notte del 15 Aprile, vigilia dell'esecuzione di lui, libera i condannati. Giacomo Manaro, già aiutante del Della Vigna, da sempre innamorato di Laura ma mai corrisposto, dà l'allarme, per vendicarsi dei rifiuti ricevuti. Coglie l'occasione per uccidere il suo superiore, del quale voleva prendere il posto, scaraventandolo dal ponte levatoio. Il Manaro accusa Sergio della morte di Della Vigna, e chiede la morte per lui e per Laura. Il 20 Maggio i due sfortunati amanti vengono decapitati.

Il fido scudiero Antonio non dimentica e alcuni mesi dopo, si vendica del padrone pugnalando il Manaro. Si costituisce al Podestà, che ordina un processo. Il Cardinale vorrebbe la sua morte, ma le spese per l'esecuzione, quelle del boia e del notaio, sono troppo onerose per le casse vuote del borgo. Si decide quindi di condannarlo all'ergastolo. Il poveretto finirà così la sua vita nella prigione della Rocca, all'interno del possente dongione.

La costruzione è interamente visitabile.
Attualmente il mastio al suo interno vede l'esposizione del Museo di Vita Medievale: in alcune stanze sono ospitati allestimenti che ricreano ambientazioni tipiche del Medioevo e modellini che riproducono le macchine da guerra. In altre stanze viene ospitato del materiale ostensivo sulla Rocca, sulla sua storia, sulla sua edificazione e sulla storia di Castell'Arquato.

Fonte: redazione locale Piacenza

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