Luoghi

Borgo e Parco Grazzano Visconti

Vigolzone (Grazzano Visconti) - Parco del Castello, 2

Borgo e Parco Grazzano Visconti

Ingresso

Prezzo di ingresso: € 6.50
Ridotto € 5,50 per i gruppi min 25 pax, scuole e con Card dei Castelli del Ducato. Gratuità per capogruppo/accompagnatore

Orari:

Aperto tutto l'anno
Chiusure: Luglio e Agosto. Dal 27 Giugno al 13 Agosto e dal 2 Novembre al 24 Marzo 2012; Aperture: apertura del Parco 2011: dal 20 Mar al 26 Giu: festivi visite guidate ore 11.15-15 e 16.15 Dal 4 Sett al 1 Nov: festivi visite guidate ore 11.15-15 e 16.15. Feriali aperto su prenotazione per gruppi di min 25 persone.;

Contatti

Telefono: +39 0523 870997
FAX: +39 0523 870997
www.castellodigrazzanovisconti.it

Il parco del Castello di Grazzano Visconti, di 150.000 mq, realizzato all’inizio del ’900 su progetto del Duca Giuseppe Visconti di Modrone, si configura come un esempio dello stile eclettico, accogliendo elementi del giardino all’italiana, dei parchi alla francese e all’inglese, rispondendo alle esigenze di decoro in voga tra XIX e XX secolo.

Parterres, ponticelli, fontane e statue sono presenti nelle zone di immediato contatto con il castello, mentre il giardino romantico e paesaggistico è riservato agli angoli più remoti del parco, dove potersi dedicare alla meditazione spirituale solitaria. Costituiscono inoltre interessanti elementi caratteristici dell’arredo del parco il labirinto, la casetta dei giochi, l’oratorio, la piccionaia e lo studio del Duca. Il parco rappresenta dunque un’affermazione del principio romantico che identifica la bellezza nella verità. Nel 1986 la Regione Emilia Romagna ha concesso a Grazzano Visconti un alto riconoscimento come città d’arte, per la sua realtà culturale e turistica, quanto mai vera, anche se al visitatore appare come una favola. Non a caso questo luogo definito: “Paese irreale nella realtà" costituisce il più forte richiamo turistico della provincia.

Nel borgo si continua a lavorare il legno, il ferro e la ceramica secondo gli insegnamenti della cultura e della didattica non scritta, ma tramandata o meglio sussurrata, da padre a figlio. L’amore per l’artigianato creativo qui è ancora sovrano, mentre la borgata è protetta dell’azione del tempo, con stile e passione, dagli attuali proprietari nipoti del duca Giuseppe Visconti di Modrone.

Il Fantasma

Come ogni castello che si rispetti, anche questo ha il suo ed è di sesso femminile. Risponde al nome di Aloisa. Piccoletta, ben in carne, le braccia al sen conserte; le sembianze della statua che la raffígura sono fedeli al ritratto che fece di sé, guidando la mano del Duca Giuseppe che era un medium. Narrò naturalmente la propria storia, che gli abitanti del borgo si tramandano. Sposa ad un Capitano di Milizia, perì di gelosia in seguito al tradimento del marito, e da allora vaga per il Castello e il parco: “Io sono Aloisa e porto Amore e profumo alle Belle che donano il loro sorriso a Grazzano Visconti”. Di notte, si rifugia tra la mura del castello e si comporta in maniera assai manesca, tirando i piedi e schiaffeggiando gli ospiti, a meno che questi non le facciano dei doni, appendendo alla statua, posta in una delle stanze, collane e monili, che ne appaghino la vanità di spettro femminile.

Ecco dunque che la statua della Aloisa castellana sfoggia, con fare civettuolo i doni dei previdenti ospiti che hanno preferito ingraziarsi lo spettro. Il Sunday Express ha incaricato il corrispondente in Italia di un servizio in chiave parapsicologica. Assistito da esperti del settore, il giornalista ha sottoposo le statue a diversi esami e alla famosa prova del “pendolino” alla fine il responso: “L’Aloisa risulta sorprendentemente viva. Si tratta di una donna che amò e sofferse molto”.

Tra gli ultimi incontri con l’Aloisa: un reporter riuscì a fotografare l’effige della statua solo dopo aver fatto opera di conversione, nel frattempo aveva però inceppato la fotocamera e avuto ripetuti guai con il lampeggiatore. Un secondo giornalista raccoglieva, servendosi di un registratore, impressioni sullo spettro; alla fine delle interviste sulla pista magnetica risultarono le sole voci favorevoli alla Aloisa. In questi ultimi anni l’Aloisa è assurta agli onori della cronaca anche come protettrice degli innamorati, una specie di San Valentino in gonnella. Messaggi riconoscenti e omaggi floreali giungono infatti con frequenza all’effigie di Aloisa, da diverse parti d’Italia

Progetto scuola -  Una Magica Storia: l’avventura in costume è un nuovo modo giocare ed imparare: un’esperienza che consente ai partecipanti di immedesimarsi totalmente in un personaggio storico o leggendario e, vivere un’avventura in un’epoca ed in un luogo immaginario. I giocatori, adulti e bambini, possono interpretare personaggi molto diversi: dai legionari romani, ai cavalieri medievali alle guardie napoleoniche, senza altro limite alle situazioni che la fantasia di chi crea l’avventura.

Il castello è proprietà privata e pertanto non visitabile. 

Fonte: redazione locale di Piacenza

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