Luoghi

Castello di Montechiarugolo

Montechiarugolo - Piazza Mazzini, 1

Castello di Montechiarugolo

Ingresso

Prezzo di ingresso: € 5.00
Bambini: da 6 a 13 anni 3 €. Gruppi: min 15 persone 4 €. Scuole: 3 €. Ridotto Card del Ducato € 4

Orari:

Chiusure: da lunedì a venerdì non festivi; Aperture: Visite guidate da marzo a novembre: domenica e festivi 10-12,30 e 15-18,30. Con prenotazione anche in altri mesi;

Contatti

Telefono: +39 0521 686643
FAX: +39 0521 238087
INFOLINE: +39 0521 681977
www.castellodimontechiarugolo.it

Fra i Torelli feudatari di Montechiarugolo dal XIV secolo il più celebre è senz'altro Pomponio, raffinato letterato autore di commedie, poesie e trattati. Pomponio Torelli aveva studiato all'Università di Padova e nel 1568 si trovò improvvisamente, per la morte dei fratelli, unico feudatario di Montechiarugolo; non gli deve esser parso vero di poter disporre della nobil dimora per farne il proprio "confugium bonorum omnium ac litterarum asylum". Qui si poté dedicare alla stesura della commedia La Merope (1597). Del celebre Trattato del debito del Cavalliero (1596) e a far affrescare gran parte del castello. Purtroppo il figlio Pio Torelli, avuto da Isabella Bonelli (nipote di papa Pio V) era di stoffa ben diversa da quella del padre e si fece irretire nella congiura dei feudatari contro i Farnese: ci rimise la testa nel 1612 e con quella la contea: il castello fu confiscato dalla Camera Ducale farnesiana.

Leggende di paese hanno invece ingrandito le dimensioni di quella che è passata alla storia locale come Battaglia di Montechiarugolo, che si volle per molto tempo uno scontro fra cittadini del paesino torelliano e un esercito austriaco: l'esercito austriaco era invece, siamo nel 1796, un piccolo gruppo di fuorusciti austriaci che cercava rifugio all'ombra del mastio di Montechiarugolo.

Oggi il castello appartiene alla famiglia Marchi. Della struttura antica del castello oggi resta solo la rocca. All'interno del cortile si può vedere l'affresco di una Madonna con Bambino che nel secolo scorso attrasse anche l'attenzione del grande conoisseur Bernard Berenson, i finestroni finto-gotici del pianterreno sono ottocenteschi, il mastio del XIII secolo (base) e XIV (parte mediana) e XV secolo (rifacimento superiore); nel terzo cortile si trova una porta che dava accesso immediato all'abitato di Montechiarugolo attraverso un ponte levatoio, che si dice costruita da Pomponio Torelli al tempo dell'infelice unione con la moglie Isabella.

Una lunga stradina selciata costituisce il camminamento di ronda costeggiato da muri con finestre entro merli ghibellini (con ganci per attaccare le ventiere e archibugiere qua e là). All'interno, un salone è affrescato dal Baglione con stemmi parentali del Torelli, una loggia offre un ampio panorama sulla Val d'Enza e una camera da letto sul lato sud-est è stata ricavata dove prima era forse la celebre biblioteca del conte Pomponio.

Fata Bema... un gentile fantasma per le giovani spose
Ma non è solo il suo nome che si lega ai presagi, più o meno sinistri, del futuro. La fata Bema di Montechiarugolo ha segnato il proprio destino esattamente così. Arrivata per la prima volta a Montechiarugolo nel 1593, durante una visita che Ranuccio I fece ai conti Torelli, gli propose di leggergli la mano.

La Bema vagava accompagnata da due fedeli servitori, predicendo il futuro a coloro che incontrava. Ranuccio, che aveva un vero terrore per tutto ciò che riguardava l'occulto, ordinò immediatamente la sua reclusione nel carcere della Rocchetta. Dopo una lunga prigionia venne liberata. Una lunga e dura prigionia attende la fata che allo stremo delle forze viene però liberata a furor di popolo. Rientrata a Montechiarugolo la Bema è assunta presso la corte dei Torelli per la gestione domestica. La fanciulla e Pio Torelli, figlio dell’illuminato Pomponio e di Isabella Bonelli, finiscono per innamorarsi. Ma sapendolo un amore impossibile Bema non asseconda il cuore, e rifiuta Pio che viene mandato dal padre a terminare la sua formazione presso la corte di Parma. Sono i momenti della presunta congiura contro Ranuccio Farnese, il quale temendo la potenza dei numerosi e potenti feudatari del ducato inscena una congiura contro la sua persona, e attraverso un crudele e durissimo uso della tortura riesce ad estorcere numerose confessioni.

Il 19 maggio 1612, gli arrestati, compreso Pio Torelli vengono decapitati, e le loro teste mozzate  e conficcate su spunzoni a monito della città. Il castello di Motechiarugolo è occupato da una guarnigione ducale e Bema, disperata per la morte di Pio, si rifugia in una piccola casa nei pressi del castello, occupandosi di dare aiuto a poveri e bisognosi.

Oggi Bema è ricordata come un gentile fantasma, che appare alle giovani donne alla vigilia delle nozze per istruirle sulla loro nuova vita.

Si dice che nella notte del 18 maggio, nelle stanze private del castello appaia il Fantasma della fata Bema. La bella fanciulla torna nel "suo" castello sperando di rivedere l'uomo amato.

Percorso di visita: giardino, sale arredate, loggiato e giardino internoServizi: visite guidate in lingua straniera con prenotazione.

Fonte: redazione locale Parma

Foto: Archivio Apt
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