Luoghi

Villa Gandini

Formigine - Via Sant'Antonio, 4 c/o Parco della Resistenza

Villa Gandini

Ingresso

Ingresso gratuito

Orari:

Aperto tutto l'anno
Aperture: Orario Biblioteca Invernale: Lunedì 14.30-19; dal Martedì al Venerdì 9-19; Sabato 9-18 Estivo: (dal 27 giugno al 27 agosto 2011 inclusi): lunedì 15.30-19; dal martedì al sabato 9-13 e 15.30-19;

Contatti

Telefono: +39 059 416246
FAX: +39 059 416354
www.comune.formigine.mo.it

I Gandini, nobili modenesi legati alla corte estense, divennero proprietari dell'edificio a partire dal 1791; all'epoca, si trattava di un settecentesco casino di caccia, di dimensioni inferiori rispetto alle attuali. Fu Pietro Gandini (1796-1875), colto mecenate e collezionista, a promuoverne la trasformazione nelle odierne linee d'elegante classicismo. Egli affidò il progetto di ampliamento a Francesco Vandelli, architetto al servizio dei duchi d'Austria d'Este, la cui fama è legata al nuovo Teatro Comunale di Modena, inaugurato nel 1841.
Accanto al Vandelli operarono nella villa altri artisti dell'ambito accademico modenese della Restaurazione: il pittore Domenico Baroni, discepolo del famoso Adeodato Malatesta, autore delle quattro tele di soggetto biblico nell'atrio; lo scultore scandianese Luigi Mainoni, che plasmò gli splendidi bassorilievi sulle porte della sala dei ricevimenti; Luigi Manzini, pittore modenese, che eseguì le otto scene bibliche nel ballatoio della stessa sala.
Il soffitto ovale dell'atrio, che riprende la pianta elissoidale del vano, sottolineata dalla balconata in ferro battuto, accoglie una decorazione tardo neoclassica su temi mitologici, floreali e agresti, in sintonia con la funzione della villa, residenza estiva per lo svago; mentre gli elementi musicali alludono alla passione per la musica di alcuni esponenti della famiglia, come il compositore Alessandro Gandini.
Una seconda fase di interventi è dovuta alla committenza del conte Luigi Alberto Gandini (1827 - 1906) nipote di Pietro, dal quale ereditò la villa nel 1871. Luigi Alberto, noto per aver costituito la famosa raccolta di tessuti antichi poi donata al Museo Civico di Modena, di cui fu anche direttore, affidò ad Andrea Becchi, decoratore e scenografo della scuola carpigiana, gli abbellimenti della sala da pranzo ovale e della sala dei ricevimenti.
Negli anni Settanta, la villa venne ceduta dagli ultimi privati proprietari all'Amministrazione Comunale che ne fece la sede della Biblioteca Comunale.

Il Parco della Resistenza
Copre una superficie di 106.266 mq. L'attuale estensione del giardino storico si definì, secondo i caratteri del giardino romantico o all'inglese, tra il 1871 e il 1878 ad opera del Conte Luigi Alberto Gandini, appassionato di giardini e giardinaggio. Ai primi del Novecento, furono realizzate aiuole a ridosso dell'edificio contenenti piante esotiche e fioriture annuali. Negli anni Settanta Daria Bertolani Marchetti, illustre botanica, sistemò una porzione del parco a "boschetti" secondo l'uso paesistico del giardino all'inglese.

Fonte: redazione locale di Modena

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