Luoghi

Palazzo Ducale

Sassuolo - Piazzale della Rosa

Palazzo Ducale

Ingresso

Prezzo di ingresso: € 4.00
ridotto 2,00 € per cittadini europei tra i 18 e i 25 anni. Gratuito per cittadini europei fino ai 18 e over 65. Biglietto cumulativo con Galleria Estense di Modena € 6,00. Per le visite guidate su prenotazione

Orari:

Aperto tutto l'anno
Aperture: sabato 15-18(aprile,maggio,nov), 16-19 (giugno,luglio, agosto), 15-19(sett,ott). Domenica e festivi 10-13 e 15-18(aprile,maggio,nov), 16-19(luglio, agosto, sett,ott). Dal 2 Gen al 3 Apr, dall' 8 Nov al 30 Dic solo per gruppi su prenotazione.;

Contatti

Telefono: +39 0536 1844853
FAX: +39 0536 805527
INFOLINE: +39 0536 1844853
www.sassuolonline.it/palazzoducale.htm

Antica postazione fortificata nelle terre di Matilde di Canossa, il Castello di Sassuolo passò ai Della Rosa e quindi agli Este signori di Ferrara. Nel ‘500 fu dei Pio di Savoia, feudatari di Sassuolo, e agli inizi del ‘600 tornò agli Este. A partire dal 1634, il romano Bartolomeo Avanzini, architetto estense, trasformava il castello in principesca residenza estiva per il duca di Modena Francesco I d'Este, coadiuvato dallo scenografo e ingegnere reggiano Gaspare Vigarani. Nacque così una “reggia degli incanti”, "macchina teatrale" barocca, allestita rapidamente, spesso con materiali poveri (stucco, terracotta, gesso, addirittura cartapesta) che avrebbe incantato per la sua bellezza sia Diego Velazquez, pittore del re di Spagna, sia la regina Cristina di Svezia. La trasparente architettura dell’atrio istituisce un rapporto atmosferico tra la lunga facciata e il grande cortile; qui, sulla parete di fondo si accampa la fontana della Divinità marina con delfino, eseguita sui disegni di Gian Lorenzo Bernini; idee berniniane sono anche alla base delle due fontane con Nettuno e Galatea, ai lati dell’ingresso. In un gioco di trasparenze e di luci d’impronta scenografica, dall’atrio si risale lo splendido scalone a forbice e si raggiungono gli appartamenti al piano nobile.
Interno
L'impianto del Palazzo risulta imperniato sul sistema dell'atrio-scalone-salone-galleria, da cui partono le "infilades" delle sale. Dallo scalone si accede alla Galleria di Bacco (1651-‘52), capolavoro di Jean Boulanger, allievo di Guido Reni, affiancato da Gian Giacomo Monti e Baldassarre Bianchi, Pier Francesco e Carlo Cittadini, Olivier Dauphin: con le 41 scene affrescate da Boulanger è il ciclo più ampio al mondo dedicato al mito di Bacco, divinità non soltanto della vite e del vino, ma anche dell’agricoltura e della stessa civiltà. La galleria separa gli appartamenti detti della duchessa, a sud-est, dagli appartamenti del duca, a nord-est. In questi Appartamenti, cicli ad affresco svolgono un complesso programma iconografico elaborato dai letterati di corte Girolamo Graziani e Nicolò Musso, ispirato alla mitologia, alla Bibbia, ai poemi cavallereschi, alle fonti storiografiche: un programma volto all’edificazione morale e soprattutto alla celebrazione della Casa d’Este. Nell’Appartamento della Duchessa, Boulanger affrescò per prime la Camera della Fede Maritale, il Camerino dell'Innocenza, la Camera dei Venti e la Camera di Giove, agli inizi degli anni 1640.
Segue il grandioso Salone delle Guardie a doppia altezza, dove Angelo Michele Colonna e Agostino Mitelli tra il 1646 e il 1648 danno uno stupefacente saggio della quadratura prospettica di scuola bolognese, ossia la prospettiva architettonica dipinta che dilata e moltiplica illusionisticamente spazi e ambienti, popolando finte finestre, logge, balaustrate con i personaggi di una corte, anch’essi presenze fittizie. Al centro della volta Boulanger dipinse Apollo al quale le Muse presentano le opere letterarie promosse dalla casa d'Este, celebrando così il mecenatismo ducale.
Oltre il Salone delle Guardie, si estende l’Appartamento del Duca con le Camere della Fortuna, dell’Amore, delle Virtù Estensi e il Camerino del Genio, ed altre ancora, ove protagonista è sempre l’arte di Boulanger, entro le finte architetture degli esperti quadraturisti. Si sviluppa verso ovest l’Appartamento stuccato, splendente di marmi preziosi nei pavimenti e di stucchi bianco-dorati del milanese Luca Colomba, del carrarese Giovanni Lazzoni e del romano Lattanzio Maschio. Per le cornici a stucco Francesco I aveva commissionato dipinti ad artisti quali il Guercino, Salvator Rosa, Ludovico Lana e lo stesso Boulanger; dipinti in parte perduti, in parte entrati nella Galleria Estense di Modena, e alcuni attualmente esposti in altre sale del Palazzo di Sassuolo. Ora le cornici accolgono i dipinti della serie contemporanea Monochromatic light .
Accanto al Palazzo e all’amplissimo Parco ducale, sorge la Peschiera o Fontanazzo, scenografica architettura “a grottesca” progettata da Gaspare Vigarani, teatro d’acqua dove si fondono i temi tipici del giardino tardo manierista: la montagna, la vasca e la grotta.
Di fronte alla Peschiera, sul piazzale della Rosa, s’innalza la chiesa “palatina” di S. Francesco, prezioso episodio del barocco estense. Fu edificata nel 1653, per volere di Francesco I d'Este da Bartolomeo Avanzini, come cappella ducale collegata al Palazzo tramite un percorso interno. E’ qualificata all’interno dagli affreschi di Gian Giacomo Monti e Baldassarre Bianchi, con interventi di Boulanger nelle parti figurate. Nella chiesa è conservato un Crocifisso, il Santo Tronco, che, secondo la tradizione, era stato ricevuto in dono da Marco Pio da una fanciulla turca durante una crociata.
 

Fonte: redazione locale di Modena

Foto 2 di massimiliano57 in CC
Foto 3 di emaniraresulfare in CC
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