Luoghi

Castello dei Pico

Mirandola - Piazza Marconi, 23

Castello dei Pico

Ingresso

Ingresso gratuito

Orari:

Aperto tutto l'anno
Chiusure: dal lunedì al giovedì; Aperture: Venerdì 16.30-19.30, sabato e domenica 10-13 e 16.30-19.30;

Contatti

Telefono: +39 0535 609995
FAX: +39 0535 609998
INFOLINE: +39 0535 610944

Il Castello di Mirandola, fortilizio e dimora dei conti Pico, duchi dal 1617, costituiva un complesso molto imponente, con edifici costruiti in epoche differenti. La fortezza di Mirandola era tra le più importanti e temute di Italia, divenuta addirittura proverbiale come “imprendibile”; venne invece espugnata nel celebre assedio del 1511 da parte di papa Giulio II Della Rovere. Nel Seicento il Castello raggiunse il suo massimo splendore grazie al mecenatismo di Alessandro I Pico e del nipote Alessandro II: fu decorato ai primi del secolo con i cicli pittorici dei veneziani Jacopo Palma il Giovane e Sante Peranda e con la galleria dei ritratti dinastici di Peranda, dipinti poi trasferiti a Mantova; sul finire del secolo s’ingrandì con la bella "Galleria Nuova" verso settentrione, che accoglieva le importantissime collezioni d’arte ducali. Dopo la perdita del Ducato della Mirandola da parte dei Pico, nel 1711 anche il Castello passò agli Este, duchi di Modena. Iniziò la decadenza del Castello, con distruzioni e modifiche. Nel 1714 il poderoso Torrione costruito da Giovan Francesco II Pico, adibito a deposito di polvere da sparo, esplose perché colpito da un fulmine durante un temporale. Parte degli edifici fu demolita alla fine del Settecento per ordine dei duchi di Modena. Il ricordo della temibile fortezza dei Pico è affidato alla ricostruzione neogotica novecentesca di un torrione, sul versante della piazza Costituente, dietro al quale restano parti della Reggia con portico seicentesco e la sontuosa facciata della Galleria Nuova lungo il viale della Circonvallazione.
Il Castello di Mirandola aderisce al Circuito “Castelli di Modena”.

Museo Civico
Tutto parla dell’illustre passato di questa piccola ma illustre capitale: l'archeologia del territorio; le committenze religiose; il legato Rosselli con antichi arredi e quadri fra cui una Madonna col Bambino attribuita al Guercino, la sezione numismatica con medaglie di Pisanello e Niccolò Fiorentino; l’ampia sezione Mirandola e i Pico e L’illustre parentela: i principi di casa d’Este, con ritratti di membri dei due casati, tra cui l’Alfonso IV d’Este di Justus Sustermans, capolavoro della ritrattistica “internazionale”, e l’Alessandro I Pico del veneziano Sante Peranda. Una sezione è dedicata al grande umanista e filosofo Giovanni Pico della Mirandola, universalmente noto per la prodigiosa memoria e simbolo della città; infine, una raccolta di armi e armature dei secoli XV e XVI e la stanza della musica, con cui Mirandola ha sempre intrattenuto un rapporto profondo.

Fonte: redazione locale Modena

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