Luoghi

Museo Romagnolo del Teatro

Forlì - C.so Garibaldi, 96 (presso Palazzo Gaddi)

Museo Romagnolo del Teatro

Ingresso

Ingresso gratuito

Orari:

Aperto tutto l'anno
Chiusure: lunedì, festività nazionali e 4 febbraio, ricorrenza della Patrona di Forlì.; Aperture: Da martedì a venerdì su appuntamento 9.30-12.30; sabato 9.30-12.30;

Contatti

Telefono: +39 0543 21109
FAX: +39 0543 712618
INFOLINE: +39 0543 712659
www.cultura.comune.forli.fc.it

Il museo ha sede dalla fine degli anni Sessanta in alcuni locali al pianterreno di Palazzo Gaddi e detiene un patrimonio di oltre seicentocinquanta oggetti. Il nucleo originario del Museo Romagnolo del Teatro è costituito dalle donazioni fatte dagli eredi del celebre tenore forlivese Angelo Masini e dal famoso soprano Maria Farneti.

Esso si è successivamente arricchito grazie ad ulteriori numerose donazioni e alle ricerche effettuate da Antenore Colonnelli.

Il Museo si articola in otto sale, di cui sei dedicate, rispettivamente, ad Angelo Masini, a Maria Farneti, al direttore di cori e compositore Cesare Martuzzi e ai suoi "Canterini Romagnoli", alla soubrette Ines Lidelba e all'attore Ermete Novelli. Le due sale residue sono occupate da strumenti musicali di varia tipologia e da memorie del distrutto Teatro Comunale di Forlì. 

Palazzo Gaddi

Già residenza della nobile famiglia Gaddi, il palazzo è uno dei più notevoli esempi di dimora aristocratica conservatasi pressoché integra. L'assetto architettonico, di impianto medievale e con una documentata fase tardo cinquecentesca, risale ai primi decenni del Settecento. Il progetto dello scenografico scalone e del salone vengono attribuiti ai bolognesi Giuseppe Antonio Torri e Francesco Maria Angelini. Domina lo scalone, a cui il restauro dell'edificio ha restituito gli originari cromatismi, una barocca statua dell'Abbondanza, opera del bolognese Giuseppe Maria Mazza, mentre l'affresco della volta, con raffigurazione dell'Aurora, è attribuito a Francesco Mancini.

Al piano terra si conserva ancora l'antica cappella, decorata attorno al 1750 da Angelo Zaccarini. Nel 1818 il conte Antonio Gaddi affidò la trasformazione dell'ala sud-est dell'edificio all'architetto forlivese Giuseppe Missirini e la decorazione degli ambienti di rappresentanza a Felice Giani, che l'anno successivo dipinse, in collaborazione con Gaetano Bertolani, un ciclo pittorico di grande raffinatezza (sale di Augusto, Teseo ed Ercole). Missirini realizzò anche una elegantissima cappella gentilizia, arricchita da raffinate decorazioni e stucco.

Fonte: redazione locale Forlì

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