Luoghi

Museo Archeologico Sarsinate

Sarsina - Via Cesio Sabino, 39

Museo Archeologico Sarsinate

Ingresso

Prezzo di ingresso: € 2.00
Ridotto 1 €; per i minori di 18 anni e oltre 65 anni gratuito

Orari:

Aperto tutto l'anno
Chiusure: lunedì, 1° Maggio, Natale, Capodanno; Aperture: Orario invernale (dal 16 sett al 14 giu): mercoledì, venerdì, sabato e domenica 8.30-13.30; martedì e giovedì: 8.30-13.30 e 15-18. Orario estivo (dal 15 giu al 15 sett): mercoledì, giovedì, sabato e domenica 13.30-18.30; martedì e venerdì 8.30-13.30;

Contatti

Telefono: +39 0547 94641
FAX: +39 0547 94641
www.archeobo.arti.beniculturali.it

Il Museo Archeologico Nazionale, nella sua veste attuale, è frutto del riallestimento attuato negli anni '90 del secolo scorso, dopo diversificate fasi di ampliamento, succedutesi nel corso di un secolo dalla sua fondazione.
Il primo nucleo espositivo, ovvero il "Museo M.A.Plauto" fu infatti istituito nel 1890, dall'archeologo forlivese Antonio Santarelli, che ordinò all'interno delle attuali prime due sale una ricca collezione di iscrizioni romane raccolte, a partire dal Seicento, dagli studiosi e cultori di storia locale, primo fra questi l'erudito canonico sarsinate Filippo Antonini.In seguito confluirono regolarmente nel Museo tutti i resti archeologici rinvenuti in città ed i numerosi materiali scoperti nella necropoli romana di Pian di Bezzo, indagata regolarmente negli anni '30 ed '80 del secolo scorso.Considerata l'eccezionalità e la stato di conservazione dei suoi imponenti monumenti funerari, fu necessario, per collocarli in Museo, aumentare gli spazi espositivi, occupando progressivamente tutti gli ambienti del pianterreno.

Acquisito dallo Stato nel 1957 e assunto il nome di "Museo Archeologico Sarsinate", fu ulteriormente ampliato con l'occupazione progressiva anche del piano superiore. L'ultimo ampliamento degli anni '90 ha consentito di ricomporre integralmente i principali monumenti funerari, in precedenza smembrati, e di proporre un nuovo allestimento delle collezioni.

Attualmente il percorso espositivo al pianterreno offre uno spaccato sociale dell'antica Sassina, attraverso i nomi di uomini e donne - liberi o schiavi affrancati - di sacerdozi e corporazioni, che compaiono nelle iscrizioni di are, stele e mausolei, fra i quali spiccano quelli ricomposti di Publius Verginius Paetus, e quello di Rufus.

Seguono i materiali rinvenuti in area urbana legati ai culti, alla vita civile e all'architettura pubblica; di eccezionale interesse è il grande mosaico pavimentale policromo detto del "Trionfo di Dioniso" proveniente da una domus romana ed il gruppo statuario raffigurante divinità frigie ed egizie, tra le quali emerge per bellezza la statua di Attis.

Ai piani superiori sono esposti, in un rinnovato allestimento, i reperti attribuibili alle fasi preromane ed al popolamento della vallata, alcuni corredi tombali, tipologie di pavimenti musivi e di materiali edilizi vari. Infine nella sala E, ricca di suppellettili di uso comune,è stata recentemente riproposta la ricostruzione di una sala triclinare, attraverso i resti di un pregevole pavimento musivo(cosiddetto di Ercole ebbro) porzioni di intonaco, numeroso vasellame ed un servizio da gioco appartenute a una delle domus rinvenute in via Finamore, nel cuore dell'antica Sassina romana.

Fonte: redazione locale Forlì-Cesena

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