Luoghi

Casa Artusi

Forlimpopoli - in via Costa, 25/27 c/o Chiesa dei Servi

Casa Artusi

Ingresso

Prezzo di ingresso: € 5.00
Visite guidate su prenotazione: 5 €; ridotto 3 € per gruppi min 15 persone (solo su prenotazione)

Orari:

Aperto tutto l'anno
Aperture: dal lunedì al venerdì 9-13 e 15-19.30. Sabato e domenica in occasione di eventi e mostre;

Contatti

Telefono: +39 0543 743138
www.casartusi.it

A Casa Artusi, la gastronomia si fa cultura
La storia di Casa Artusi affonda le radici nel Medioevo quando si presentava come un convento con annessa chiesa. Le costruzioni che oggi la compongono sono il risultato di una serie di trasformazioni che ne hanno cambiato l’aspetto nel corso dei secoli: il progetto attuale nasce dalla volontà dell’Amministrazione comunale di valorizzare il suo più illustre concittadino, Pellegrino Artusi, riconosciuto da tutti come il padre della cucina italiana. Il suo libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” è presente in quasi tutte le case del nostro Paese; tradotto in tante lingue, è divenuto una delle pubblicazioni italiane più diffuse nel mondo. Nonostante sia stato scritto più di un secolo fa, è ancora un testo interessante, sia dal punto di vista storico-letterario, che culinario.
Nel cercare di conciliare le esigenze di gusto con quelle di salute, con il famoso principio “non mangiare oltre il bisogno”, il libro tratta temi particolarmente attuali: cucina semplice e sostanzialmente legata al territorio, ricerca di materie prime di qualità e rispetto dell’ambiente. Gli spazi di Casa Artusi si snodano attraverso un percorso legato al cibo, che rappresenta un continuum ideale: la biblioteca civica e quella artusiana, la biblioteca personale di Pellegrino, il ristorante artusiano, la scuola di cucina, lo spazio eventi e le sale di degustazione vini.
"La scienza in cucina e l'arte di magiare bene"
Quello tra Pellegrino e Forlimpopoli è un rapporto controverso, che si interruppe temporaneamente il 25 gennaio 1851, quando fu vittima dell’assalto del Passatore, il famoso brigante “cortese”della Romagna; aggredito e derubato, si trasferì con la sua famiglia a Firenze,dove riprese l’attività di commerciante. Grazie al successo ottenuto,Pellegrino inizia a dedicarsi a tempo pieno alle sue passioni: la letteratura e la gastronomia. Nel 1891 pubblica a proprie spese “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, manuale di cucina e raccolta di ricette, frutto della conoscenza acquisita in numerosi viaggi nel nord e centro Italia e delle sperimentazioni fatte dai cuochi di casa sua, Francesco Ruffilli e Marietta Sabatini.
Il libro in poco tempo raggiunge un’enorme popolarità, testimoniata dalle quattordici edizioni stampate fino alla morte di Artusi, avvenuta a Firenze nel 1911. Proprio nell’ultimo anno di vita, a testimonianza del profondo amore che lo univa alla città natale, Pellegrino riallaccia i rapporti con Forlimpopoli: nel testamento viene indicato come erede unico dei suoi beni, salvo pochi lasciti, proprio il Comune. Nella splendida struttura appena restaurata si possono ammirare lo studio dell’Artusi, la sua scrivania e la biblioteca personale. In questa casa ogni spazio vuole evocare la buona accoglienza e il gusto delicato di un padrone di casa che ha lasciato le sue istruzioni e un buon nome a parlare in sua vece.
Tra biblioteche e ristorante… il cibo trionfa
Casa Artusi è il primo “museo vivo” della cucina, aperto a cuochi, dilettanti, gastronomi, buongustai, bambini, insomma a tutti coloro che amano ancora indossare un grembiule, sedersi a tavola e starci bene: è la casa dell’appetito. All’interno del museo, un percorso multimediale permette ai visitatori di creare il proprio menù ideale, ovviamente in chiave artusiana. Anche il ristorante è fedele ai concetti espressi dal padrone di casa, quindi privilegia la cucina tradizionale domestica, a partire dalla scelta dei prodotti che devono essere di qualità, ma anche freschi, stagionali e territoriali. Le ricette derivano dal recupero delle tradizioni gastronomiche popolari: la pasta fresca, cioè la sfoglia tirata con il matterello, è protagonista della ristorazione, così come la cucina romagnola.
La scuola è finalizzata alla valorizzazione del patrimonio enogastronomico nazionale e dei prodotti del territorio, alla conoscenza dei comportamenti, dei riti e delle tecniche di preparazione del cibo. Si organizzano anche corsi di specializzazione, master, iniziative di educazione al gusto per studenti e di formazione professionale per docenti. A sottolineare lo stretto connubio cibo-cultura-territorio, Casa Artusi ospita diverse biblioteche: la Biblioteca civica, che porta il nome dello stesso Artusi perché nata in virtù di una clausola testamentaria, dove si stabiliva che i volumi lasciati in eredità al Comune dovevano servire come “fondamento e principio alla formazione di una pubblica biblioteca da istituirsi a Forlimpopoli”; la Collezione artusiana, (archivio e libreria, tutte le edizioni de La scienza in cucina e la letteratura sull’Artusi); la Raccolta di gastronomia italiana (collezione storica e moderna di libri, riviste,documenti multimediali di argomento gastronomico).
Nella biblioteca sono state realizzate numerose postazioni internet a disposizione di studiosi, ricercatori, ma anche semplici cultori, appassionati e curiosi. Infine, nei locali dello spazio eventi, l’Artusi rivive attraverso uno speciale allestimento realizzato con tecniche multimediali e pannelli informativi su cristallo e metallo. Qui si organizzano conferenze, seminari, presentazione di libri, che hanno naturalmente per protagonista il cibo, anche attraverso molteplici discipline artistiche (teatro, cinema, pittura, musica).

Fonte: musei del gusto dell'Emilia Romagna

Foto: archivio di Aptservizi
 
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