Luoghi

Manifattura dei Marinati

Comacchio - Via Mazzini, 200

Manifattura dei Marinati

Ingresso

Ridotto 1 € (fino a 18 anni e oltre 65, gruppi min. 25 p.). Gratuito Fino a 11 anni, Militari, Guide turistiche.

Orari:

Aperto tutto l'anno
Chiusure: Lunedì; Aperture: Orario invernale (1° novembre - 28 febbraio): 9.30-13 e 14.30-18. Orario estivo (dal 1° marzo al 31 ottobre): 9.30-12.30 e 15-19.;

Contatti

Telefono: +39 0533 81742
www.parcodeltapo.it

La fabbrica dell'anguilla, regina delle valli di Comacchio
L'antica Manifattura dei Marinati rappresenta un pezzo importante della storia di Comacchio, perché ha rimesso in moto l'intero ciclo di lavorazione delle anguille e delle acquadelle. Nella grande fabbrica si svolgevano ogni anno le diverse operazioni legate alla lavorazione del pescato: come un tempo, nella calata approdano le barche per il conferimento del pesce, nella Sala dei Fuochi, i dodici camini funzionanti ancora oggi, danno all'anguilla infilata nei lunghi spiedi la caratteristica cottura, infine nella sala degli aceti, con i tini e le botti, avviene la marinatura dell'anguilla.

La Manifattura è oggi sede del Museo dell'Anguilla un museo da non perdere se si vuole capire il profondo legame dei Comacchiesi con i prodotti delle proprie acque. E' un'esperienza che lascia percepire i gesti della vita quotidiana del passato, trascorsa accanto ai fuochi e tra il vociare delle donne che scelgono la giusta salamoia, dosando aceto, acqua, sale e foglie di alloro.

Un luogo dal fascino e dall’odore antico
La fabbrica offre al visitatore un percorso espositivo sull’intero ciclo della lavorazione del pesce e l’opportunità di vedere, dal vivo, le operazioni necessarie per la marinatura. Il museo è un’esperienza unica: qui l’anguilla e gli altri pesci marinati (acquadella e acciuga) sono lavorati come un tempo, grazie all’attività dei volontari e degli operatori del parco. Le tre aree espositive corrispondono ad altrettanti spazi architettonici; la prima zona costituisce anche il punto informativo “Centro storico di Comacchio e Valli di Comacchio” e di vendita dei prodotti tipici.
La sala dei fuochi, realizzata all’inizio del ‘900, contiene dodici grandi camini; qui venivano preparate, selezionate, tagliate, cotte e inscatolate le anguille marinate, oggi anche presidio Slow food. L’attività del laboratorio è attualmente limitata ad un ristretto periodo dell’anno: da ottobre a dicembre, quando le anguille sessualmente mature sentono l’istinto di emigrare verso il mare. Vengono catturate ancora con le caratteristiche trappole dette “lavorieri” e velocemente lavorate, rimettendo così in funzione l’antico ciclo di produzione ed in particolare riattivando, per la cottura, alcuni dei dodici camini storici. Plastici, immagini, proiezioni e terminali interattivi di video-consultazione forniscono tutte le informazioni utili per intraprendere la visita al museo.
Per il visitatore anche conferenze a tema, degustazioni guidate e approfondimenti suggestivi come i filmati d’epoca sulla lavorazione dell’anguilla.
Dal fiume alla salamoia
Proseguendo la visita, ci si imbatte nelle marotte: la “maròta” o “marutina” è una particolare imbarcazione-vivaio a fondo piatto, coperta lungo tutta la superficie superiore, con fori e fessure per permettere di mantenere in vita i pesci durante il trasporto. Questi vivai galleggianti erano realizzati dai calafati, maestri artigiani costruttori di barche.
Le marotte arrivavano dal canale alla calata, punto di accesso delle barche allo stabilimento, che costituiva la banchina di approdo per la consegna delle anguille. In questo locale era scaricato il pesce delle valli di Comacchio destinato alla marinatura e si procedeva alla prima lavorazione del prodotto, selezionandolo in base alla pezzatura. Da qui veniva portato nella sala dei fuochi,dove abili pescatori tagliavano la testa e la coda dell’anguilla, infilzandola poi in lunghi spiedi; il pesce era quindi pronto per essere arrostito nei camini, con legno di quercia e faggio. Infine si procedeva alla vera e propria marinatura: sfilato dagli spiedi, veniva inserito nei barili sotto salamoia, che, oggi come allora, è fatta da aceto di vino, foglie di alloro, acqua e sale, ovviamente proveniente dalle vicine saline di Cervia.
L’itinerario si conclude nella sala degli aceti, dove sono custodite le botti e i tini di varie dimensioni, che contengono la concia per la conservazione. La sala è climatizzata e per gli operai rappresentava il luogo più gradevole dove soggiornare nei mesi caldi. Nell’Ottocento la mistura per la conservazione del pesce era preparata in una tinozza dotata di un rubinetto per la spillatura; il composto era poi mosso con una paletta fino al suo utilizzo per la marinatura.

La Manifattura è inserita nel circuito dei Musei del Gusto dell'Emilia Romagna

Fonte e foto redazione locale di Ferrara

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