Luoghi

Pinacoteca Comunale

Faenza - Via Santa Maria dell'Angelo, 9

Pinacoteca Comunale

Ingresso

Ingresso gratuito

Orari:

Aperto tutto l'anno
Chiusure: Da lunedì a venerdì; Aperture: Da ottobre a maggio: sabato e domenica ore 10-18 Da giugno a settembre: sabato e domenica ore 10-13 e 15-19;

Contatti

Telefono: +39 0546 680251
www.pinacotecafaenza.it

La Pinacoteca Comunale di Faenza è il più antico Museo della città. Ospita una ricca collezione di opere, soprattutto pittoriche, divise in due sezioni: la Sezione Antica che presenta un'ampia panoramica dell'arte di Faenza dall'età romana fino alla fine del XVIII secolo e la Galleria d'Arte Moderna con opere dell'Ottocento e del Novecento, raggruppate per scuole e tendenze storico stilistiche.

La nascita della Pinacoteca di Faenza risale al 1797, anno in cui l'Amministrazione della città acquistò una notevole collezione di stampe, gessi e dipinti dall'artista Giuseppe Zauli. A questo nucleo iniziale si aggiunsero i dipinti confiscati alle chiese e alle corporazioni religiose nel periodo napoleonico e nel periodo seguente all'Unità d'Italia. Dopo il 1875, la Pinacoteca venne sistemata nei locali dell'ex-convento dei Gesuiti (dove ancora si trova) e sistemata e ordinata da Federico Argnani, singolare figura di patriota ed artista. Grazie alla sua opera i fondi originari si arricchirono ulteriormente di opere di varia natura, scrupolosamente registrati nell'inventario del 1889.

Le collezioni della Pinacoteca sono ripartite in due sezioni: la Sezione Antica e la Galleria d'Arte Moderna.

La Sezione Antica presenta un'ampia panoramica d'arte e storia dall'età romana al secolo XVIII: mosaici, lapidi, sculture ed epigrafi romane ed altomedievali.La parte più consistente e qualificata delle raccolte è costituita da dipinti e sculture che consentono di percorrere cinque secoli d'arte faentina e italiana: grande rilevo occupano gli artisti che hanno diffuso il Rinascimento a Faenza: Biagio d'Antonio, G. B. Bertucci il Vecchio, Marco Palmezzano, Donatello, A. Rossellino e il Maestro della Pala Bertoni. Importante è la raccolta di pale d'altare del '500 e '600 "emigrate" dalle chiese di Faenza. Fra i nuclei tematici di maggiore spicco: le nature morte di Recco, Ruoppolo, Boselli, Resani, Magini e Levoli, con i quali si entra nel sec. XVIII. Di questo periodo sono i paesaggi, le battaglie, i dipinti di genere, spesso anonimi, talvolta di artisti notevoli: A. Locatelli, S. Orlandi, G. Bucci e F. Guardi.

Il primo nucleo della Galleria d'Arte Moderna si costituisce nel 1879, allorché F. Argnani si preoccupò di inserire nel percorso espositivo anche alcune opere di autori contemporanei. Nei decenni successivi - grazie ad acquisti e soprattutto a donazioni sempre più numerose - i fondi di pittura e scultura dell'800 e '900 sono cresciuti a tal punto da porre il problema di spazi espositivi adeguati. I fondi sono raggruppati per scuole e tendenze storico-stilistiche: Neoclassicismo e Purismo (F. Giani, M. Sangiorgi, T. Minardi, P. Piani, G. Landi); Romanticismo e Realismo (R. Liverani, M. D'Azeglio, V. Hugo, G. Fattori, A. Berti T. Dalpozzo ed altri comprimari di interesse locale). Di recente acquisizione alcuni dipinti di scuola francese dell'800, a cui si affiancano le due sculture di A. Rodin.

Di straordinario rilievo il fondo delle opere di Domenico Baccarini, il protagonista dell'intenso rinnovamento artistico dei primi anni del '900, e dei suoi amici e coetanei (il Cenacolo Baccarini), che ne prolungarono per più di mezzo secolo la lezione innovatrice. Oltre a questo nucleo sono presenti opere di maestri del '900 italiano (G. Morandi, A. Tosi, A. Martini, F. De Pisis) e di autori faentini e romagnoli.

Ricordiamo infine il Gabinetto Disegni e Stampe: già il nucleo iniziale della Pinacoteca, costituito dalla collezione di G. Zauli, comprendeva una consistente raccolta di stampe e disegni. Da allora fino ad oggi il fondo di grafica è aumentato fino a raggiungere dimensioni notevoli, quantificabili in circa 20.000 fogli. Sono presenti i nomi più alti dell'incisione europea, da A. Dürer fino ai contemporanei.

Fonte: redazione locale Faenza

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