Luoghi

Pinacoteca Nazionale

Bologna - Via delle Belle Arti 56,

Pinacoteca Nazionale

Ingresso

Prezzo di ingresso: € 6.00
ridotto € 3; gratuito per minori di 18 anni, per i possessori della Card Musei Metropolitani di Bologna e ogni prima domenica del mese.

Orari:

Aperto tutto l'anno
Chiusure: lunedì; Aperture: da martedì a domenica e festivi infrasettimanali: 8.30-19.30 (chiusura biglietteria e ultimo ingresso 30 minuti prima degli orari indicati)

Contatti

Telefono: +39 051 4209411
FAX: +39 051 251368
pinacotecabologna.beniculturali.it

La Pinacoteca si trova a pochi minuti dalle Due Torri, all'interno dell’ex Noviziato Gesuita di Sant'Ignazio, eretto nella seconda metà del 1600 per accogliere i giovani desiderosi d'entrare nella Compagnia di Gesù.

Nel Palazzo si fondono esposizione, tutela, conservazione e studio del patrimonio storico culturale, essendovi ospitati anche l’Accademia di Belle Arti e la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico.

Nel 1762, Monsignor Francesco Zambeccari, dona parte dei propri dipinti cinquecenteschi all'Accademia Clementina, originata dalla prestigiosa Accademia dei Desiderosi creata dai Carracci nel 1582, dando vita alla collezione.

Dal 1803 l'Accademia di Belle Arti prende il posto della Clementina e diventa Quadreria, acquisendone il patrimonio artistico arricchito nel tempo da altre donazioni.

L'arrivo delle truppe napoleoniche segna la soppressione della prestigiosa Istituzione; le opere, data la loro rilevanza, sono inviate a Parigi (Musée Napoleon) e nella neocapitale del Regno Italico, Milano (futura Accademia di Brera).

Nel 1815, caduto l'impero francese, la Quadreria dell'Accademia di Belle Arti rinasce e accoglie le opere rientrate in città o provenienti dagli ordini religiosi soppressi.

Nasce la base dell'attuale raccolta, il primo catalogo con 274 dipinti è del 1827.

Nel 1883 la Regia Pinacoteca eredita la Quadreria Zambeccari, dalla quale vengono qui trasferite le testimonianze delle scuole pittoriche non regionali: fiorentina; genovese; veneta; napoletana; fiamminga; e interessantissime icone di scuola bizantina che attirarano l’attenzione del primo grande storico moderno dell’arte italiana, Luigi Lanzi.

Grazie a questo lascito, la Pinacoteca bolognese, già forte di un imponente patrimonio religioso, si arricchisce di opere eseguite per laici e patrizi, completando il percorso dell'arte dal XIII al XVIII secolo e divenendo una delle più preziose raccolte d'arte europee.

Apre al pubblico nel 1885, dopo essere stata separata dall'Accademia, ed è da annoverare tra le più moderne e importanti Gallerie Nazionali conosciute ed apprezzate all’estero.

L'esposizione si articola secondo sezioni suddivise storicamente per scuole: '200/'300, Dal Duecento al Gotico; '300/'400, Il Gotico; '300, Giotto e i "Forestieri a Bologna", Il tramonto del Gotico, Gli affreschi trecenteschi, Gli affreschi di Mezzaratta; '400, Il Quattrocento e l'Umanesimo, L'arte durante la signoria dei Bentivoglio; '500, L'arte durante la signoria dei Bentivoglio, Raffaello e l'arte centro italiana, Il Cinquecento tra Bologna e la Romagna, Il Cinquecento a Bologna e il Parmigianino, Il primo Manierismo, Il cinquecento veneto-genovese, Nicolò dell'Abate, Il Manierismo maturo; '600, I Carracci, Guido Reni, I pittori "Incamminati", Il Classicismo, Il passaggio tra '600 e '700, I grandi formati, Dal Seicento al Settecento; conclude il percorso la Sala dedicata a Il '700.

L'itinerario porta i visitatori attraverso i Primitivi, con artisti emiliani del XIII e XIV secolo, fra cui Vitale da Bologna, presente anche con il ciclo di affreschi di Sant'Apollonia di Mezzaratta, staccati nel 1958 dalla chiesa omonima e qui ricomposti. Di artisti non bolognesi, notevole il Polittico con la Madonna in Trono e Santi di Giotto.

Del Rinascimento, opere di Francesco del Cossa, Lorenzo Costa e Francesco Francia, interprete dell'Umanesimo della Bologna bentivolesca. Di produzione non bolognese ma legati alla cultura locale, Estasi di Santa Cecilia, Raffaello; Madonna con il Bambino e i Santi, Perugino; Pala del Tirocinio e L'adorazione dei Magi, Amico Aspertini; Madonna di Santa Margherita, Parmigianino; La Visitazione, Tintoretto.

Il Manierismo con artisti della seconda metà del '500, Federico Barocci, Bartolomeo Passerotti, Giorgio Vasari, Prospero Fontana e Bartolomeo Cesi.

Dei Carracci sono presenti i più importanti capolavori di Ludovico, Annibale e Agostino. Contemporaneo il capolavoro giovanile del Guercino, La Vestizione di San Guglielmo. Di Guido Reni, si ammirano La Crocifissione, Sansone Vittorioso, La Pietà dei Mendicanti, La Strage degli Innocenti, Il Martirio di San Sebastiano e Il Cristo coronato di spine.

L'Età barocca e settecento presenta i Carracci, gli allievi dell'Accademia degli Incamminati, il Guercino e altri esponenti della scuola pittorica bolognese del '600 Alessandro Tiarini, Elisabetta Sirani, Lorenzo Pasinelli, Burrini, Domenico Canuti.

Della produzione artistica settecentesca si segnalano Carlo Cignani, Giuseppe Maria Crespi e i fratelli Gandolfi.

Conclude la visita la Sala dei dipinti seicenteschi di grande formato, Giacomo Cavedoni, Ludovico Carracci, Guercino, Francesco Albani e Domenichino.

Il completo rinnovo del 1997 l'ha portata al totale adeguamento degli standard europei; oltre alle 30 Sale Espositive sono attive le Sale delle belle Arti, locali modernamente attrezzati allestiti nel piano interrato dell'edificio, per mostre temporanee di medio e grande respiro, attività didattiche, seminari e convegni.

Fonte: redazione locale Bologna

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