Luoghi

Museo Internazionale e Biblioteca della Musica

Bologna - Strada Maggiore 34

Museo Internazionale e Biblioteca della Musica

Ingresso

Prezzo di ingresso: € 4.00
ridotto € 2. Gratuito: minori di 15 e over 65 anni, accompagnatori, giornalisti, guide turistiche, per tutti ogni 1° sabato del mese, 6 gennaio, 4 ottobre, 26 dicembre dalle ore 15

Orari:

Aperto tutto l'anno
Chiusure: Chiuso lunedì non festivi, 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre; Aperture: da martedì a venerdì 9.30-16; sabato, domenica e festivi 10-18.30; 24 e 31 dicembre 9-14;

Contatti

Telefono: +39 051 2757711
FAX: +39 051 2757728
www.museomusicabologna.it

Il Museo internazionale e biblioteca della musica, inaugurato nel 2004, ha sede nel centro storico di Bologna all’interno del prestigioso Palazzo Sanguinetti e ospita un percorso espositivo la cui eccezionalità consiste nella sinergia instaurata tra collezioni diverse tra loro per tipologia, ma legate da un unico filo conduttore: la musica. Nelle sale splendidamente affrescate si ripercorrono sei secoli di storia con dipinti di personaggi illustri, strumenti musicali antichi ed una selezione di documenti storici di enorme valore: trattati, volumi, libretti d’opera, lettere, manoscritti, partiture autografe provenienti dal lascito di Padre Giambattista Martini. Il percorso museale si apre tra le “lussureggianti” decorazioni della sala Boschereccia ad introduzione delle sale 2 e 3 che sono dedicate al padre spirituale del museo Giambattista Martini ritratto in un ovale di Angelo Crescimbeni. In particolare nella sala 3 si illustrano i rapporti tra Padre Martini e le personalità di spicco del mondo musicale dell’epoca quali il giovane Mozart o Johann Christian Bach, raffigurato in un celebre ritratto di Gainsborough. Nella stessa sala è possibile ammirare anche i famosi Sportelli di libreria musicale di Giuseppe Maria Crespi.

Si prosegue, quindi, nella sala 4, L’idea della Musica, dedicata ai teorici musicali dal ‘400 al ‘600, con importanti esempi di trattati musicali, con i ritratti dei rispettivi autori e alcuni strumenti musicali di grande importanza come il clavicembalo omnitonum, un pezzo unico di Vito Trasuntino (Venezia 1606). Alcuni tra i pezzi più rilevanti sono esposti nella successiva Sala delle Arti dedicata ai “Libri per musica e strumenti dei secoli XVI e XVII”. Custoditi dentro modernissime vetrine circolari, collocate al centro della stanza ad assecondare il ricco decoro della pavimentazione, si possono ammirare testi rarissimi di fine ‘400 fino ad arrivare al famoso Harmonice musices Odhecaton A., primo libro musicale a stampa, realizzato da Ottaviano Petrucci.

Quindi gli strumenti: i liuti; l’armonia di flauti di Manfredo Settala del 1650, che rappresenta un vero e proprio unicum; le pochette, piccoli violini utilizzati come strumento dai maestri da ballo; e poi le ghironde, i serpentoni e la serie straordinaria di corni e cornetti del XVI e XVII secolo; infine uno strumento di scena singolarissimo, come la Tiorba in forma di khitára. L’opera italiana diventa protagonista nelle sale successive. Dapprima il ‘700 nella sala 6, dedicata al celebre cantante Carlo Broschi detto Farinelli: il suo bellissimo ritratto dipinto da Corrado Giaquinto domina la sala, assieme ai ritratti di castrati di varie epoche e di compositori del tempo, tra tutti Antonio Vivaldi e Domenico Cimarosa.

Nella sala 7 l’800 e Gioachino Rossini, il cui nome è indissolubilmente legato a Bologna: ritratti, busti, libretti delle prime recite di Isabella Colbran, cantante e sua prima moglie, la partitura autografa de Il Barbiere di Siviglia, ma anche effetti personali curiosi, come la vestaglia da camera o il parrucchino, nonché il pianoforte a coda realizzato nel 1844 da Camille Pleyel, che gli appartenne. Il percorso prosegue, attraverso i secoli, gli usi e le mode musicali, nella sala 8 dedicata ai “Libri per musica e strumenti nei secoli XVIII e XIX”: viole d’amore e flauti traversi affiancati alle partiture composte da Torelli, Vivaldi, Bertoni, ecc. e poi i clarinetti e il bellissimo Buccin realizzato a Lione da Jean Baptiste Tabard (1812-1845). A conclusione del percorso espositivo due omaggi importanti e doverosi per la cultura musicale bolognese e italiana: a Giuseppe Martucci e Ottorino Respighi protagonisti dell’ultima sala. Al piano terra è stato fedelmente ricostruito il laboratorio del famoso liutaio bolognese Otello Bignami, donato dagli eredi al Museo della Musica. Dispone inoltre di una sala eventi con relativo foyer dotato di postazioni multimediali, di laboratori didattici, di uno spazio mostre temporanee, di un bookshop. Infatti il Museo non si propone solo come luogo di conservazione e valorizzazione del patrimonio musicale “classico”, ma anche come territorio di contaminazione, di ricerca e di promozione, mettendo a disposizione i suoi spazi per eventi culturali “off”, agendo al di fuori dagli schemi e dai canoni museali tradizionali.

Il Museo della musica quindi come luogo aperto e vivace, polifunzionale, interattivo e di servizio, frequentato dagli addetti ai lavori e dagli appassionati, dai cittadini e dai turisti, dagli adulti come dai bambini, con un unico comune denominatore: la musica in tutte le sue forme ed espressioni.

Fonte: redazione locale Bologna

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