Rivivere un giorno nel Passato: Rievocazioni Storiche in Costume
Una giornata con dame, cavalieri, giullari e cene a tema
Una giornata con dame, cavalieri e giullare. Alzi la mano chi non vorrebbe vivere per qualche ora in pieno e festante Medioevo, all’ombra di un castello. A Grazzano Visconti, in val Nure si celebra la più importante rievocazione del piacentino. Il paesino medioevale, ricostruito ai primi del ‘900, ospita la festa di primavera, nell’ultima domenica di maggio. Gli ingredienti? Corteo storico, musica, danze, centinaia di fi guranti, tornei a cavallo, banchetti medioevali. Tutto per ricordare quel giorno del 1389 in cui Caterina Anguissola, fi glia dei signori di Grazzano, sposò Luigi I d’Orleans, fratello del re di Francia. Almeno una volta bisogna sognare al Castello di Gropparello (789), antico insediamento celtico, perché è un posto unico. In mezzo a un bosco secolare di 7 ettari c’è il Parco delle Fiabe, il primo parco emotivo in Italia. Qui il pubblico, bambini compresi, può indossare costumi medioevali e partecipare a coinvolgenti fi abe animate, guidato da alcuni attori. Da marzo a febbraio ogni domenica c’è un’animazione a tema. Ci si può fermare anche per un pic-nic (rispettando il parco) o sedersi alla taverna medioevale. Ogni anno a luglio la scenografi ca piazza di Castell’Arquato si trasforma e si colora con la “Cena Medievale in Piazza” mentre tutto intorno la gente si diverte guardando il corteo storico medievale.
Palio di Parma
Come celebrare in maniera memorabile un fi danzamento regale? In pieno medioevo Ghiberto da Correggio, signore di Parma e promesso sposo di Maddalena Rossi, volle allietare le centinaia di invitati a corte con un grande spettacolo: il Palio. Era il 1314 e, secondo le cronache dell’epoca, fu quella la prima disputa “uffi ciale” del palio di Parma. Oggi, a 700 anni di distanza, il palio di Parma continua ad attirare e incantare migliaia di persone. La spettacolare e fi lologicamente fedele rievocazione storica si svolge a fi ne settembre colorando le strade più suggestive del centro storico. Oggi come allora il palio - che per la cronaca si è tornato a disputare dal 1978 - è incentrato sulla staffetta fra 5 squadre che rappresentano le antiche porte cittadine. Ogni squadra indossa lunghe calze o calzoni di colore differente, in modo da distinguere i vari cavalieri. Ci sono i verdi di Porta Santa Croce, i bianchi di Porta San Francesco (l’attuale Piazzale Barbieri), gli azzurri di Porta Nuova (Barriera Farini), i gialli di Porta San Michele (Barriera Repubblica) e i rossi di Porta San Barnaba (Barriera Garibaldi).
Alla corte di Matilde
L’epopea di Matilde è ancora molto sentita dai reggiani; per rendersene conto basta vedere i numerosi e spettacolari cortei storici in costume che permettono di rivivere gli episodi più signifi cativi della vita dell’imperatrice. Il corteo più celebre è quello di Quattro Castella (ultima domenica di maggio), che ricorda la nomina di Matilde a Vicaria imperiale d’Italia (1111). A ricordo di quell’episodio, ogni anno un corteo in costume, guidato da Enrico V e Matilde di Canossa (impersonati da famosi personaggi), scende il colle di Bianello con un fastoso seguito per giungere al campo di giochi situato vicino alla chiesa parrocchiale. Lì sono riproposte alcune scene di vita medioevale, il gioco del ponte, la quintana dell’anello ed altri intrattenimenti vari (esibizioni di sbandieratori, tamburini e musici). Altre manifestazioni importanti sono il palio Matildico di Vetto (seconda fi ne domenica di luglio), con una vivace ricostruzione di mestieri antichi e giochi storici, un corteo e un mercatino medievale a cura delle contrade del luogo, e a Ciano d’Enza (prima domenica di settembre), e la Rievocazione Storica Canossana che celebra l’episodio storico del“ perdono”, con centinaia di comparse in costume e la partecipazione di nomi noti del mondo dello spettacolo.
Rievocazioni tra i borghi modenesi
Il periodo migliore per un giro dalla parti di Modena? Se amate le rievocazioni storiche, allora dovete muovervi fra aprile e settembre. Si inizia ad aprile con la rievocazione storica di Vignola, ambientata nel ‘500 e con la sfilata per le vie del centro in occasione della festa dei ciliegi in fiore. A Modena arrivano le Serate Estensi (giugno): feste, tornei, spettacoli in piazza, mostre balli e cortei. In montagna, a Frassinoro, si festeggia la Settimana Matildica nelle Terre della Badia (luglio): oltre 100 figuranti e ristoranti che propongono i piatti antichi della cucina medievale. A Fiumalbo Autodafé (agosto), uno spettacolo teatrale all’aperto su una vicenda legata all’Inquisizione: monaci, stregoni e popolani recitano movendosi tra piazze, aie e lungo il greto del fiume, mentre il pubblico segue in corteo. Due cortei con oltre 1000 figuranti, concerti, danze e il palio delle Cerchie sono gli ingredienti di Finale Estense a Finale Emilia (settembre). A Castelvetro (settembre) si ricorda la presenza di Torquato Tasso, ospite dei Conti Rangoni, con la partita a dama vivente in piazza. Tanti giochi rispolverano antiche rivalità: la Lotta per la spada dei Contrari (settembre) a Savignano sul Panaro. Nel borgo medioevale si aprono antiche botteghe e locande, mentre brulicano i mercati medievali con giullari, damigelle, mangiafuoco e imbroglioni.
Palio di Ferrara
Obbligatorio vivere almeno una volta il palio di Ferrara, il più antico del pianeta. Venne ufficializzato dal Comune di Ferrara nel 1279. E – un vero record - si disputò ininterrottamente fino al 1869. Oggi il Palio si disputa una volta all’anno, l’ultima domenica di maggio con un migliaio di dame e cavalieri, armigeri e musici, in costume. La primavera è uno dei periodi più belli per uno spettacolo all’aperto, ma non è solo per quello che il palio si disputa a maggio: la data è quella del palio memorabile che si tenne quando Borso d’Este fu incoronato a Roma Duca di Ferrara. Di certo questo spettacolo rappresenta un modo diverso di conoscere la città. Ferrara si suddivide in otto contrade: quattro rioni dentro le mura e quattro borghi fuori le mura. La gare, precedute dal corteo storico, sono quattro: Corsa dei Putti (Palio di San Romano), Corsa delle Putte (Palio di San Paolo) Corsa delle Asine (Palio di San Maurelio), Corsa dei Cavalli (Palio di San Giorgio).
Il castello di Stellata e la Guerra del sale
Sembra un castello delle favole, ma è tutto vero e originale. Bisogna andare a Stellata, sulle rive del Po, a 9 km da Bondeno, per vedere quel piccolo gioiello che risponde al nome della Rocca Possente di Stellata. È un piccolo nucleo cinquecentesco, perfettamente conservato che si erge nel verde, contornato da una nuvola di pioppi. A Stellata ogni anno in agosto si tiene una rievocazione storica. È quella della guerra del sale contro Venezia nel 1482-1484. Fu la potente Repubblica di Venezia a dichiarare guerra al ducato di Ferrara per il controllo del territorio. Venezia conquistò un paese dopo l’altro fi no ad arrivare all’ultimo fronte della piccola Stellata. Al Ducato di Ferrara venne in soccorso Ludovico Sforza e Federico da Montefeltro Duca di Urbino, che condusse tutte le operazioni militari fi no ad ammalarsi e morire per la malaria. Stellata rivive la guerra del sale con 200 fi guranti e con due giornate di allestimenti rigorosamente fedeli, del campo militare dei due opposti schieramenti, con l’assalto al forte, ed ambientazioni di scene di vita civile, cucine, musici, giocolieri. Tutti gli spettacoli e le mostre sono ad ingresso gratuito.
Palio del Niballo
Com’era la Faenza del 1300? Forse ci può aiutare a capirlo – e sicuramente ci farà passare una giornata divertente - il Palio del Niballo. L’appuntamento è per l’ultima domenica di giugno e anno dopo anno richiama sempre più spettatori, attirati da una formula indovinata. Si tratta di una accuratissima rievocazione storica che si celebra negli angoli più belli del centro storico. Contrade, tenzoni, cavalieri e sbandieratori sono tutti gli ingredienti per farsi conquistare da un palio tanto antico quanto spettacolare. Preceduti da una marcia di tamburi martellanti, i cinque rioni della città (Bianco, Giallo, Nero, Rosso, Verde) si sfi dano a cavallo. In sella ci sono prodi cavalieri armati di lancia che prendono la rincorsa per infi lzare il Niballo. Niente di cruento però: il Niballo è solo un fantoccio vestito da Saraceno. Nelle settimane di giugno, precedenti la grande sfi da, i rioni organizzano gare di sbandieratori, di suonatori e la disputa della Bigorda d’Oro (il palio dei cavalieri giovani). E naturalmente ci si siede a tavola: ci sono irresistibili settimane gastronomiche-propiziatorie.
Rievocazione storica: il matrimonio di Roberto Malatesta e Elisabetta da Montefeltro (1475)
Il loro sposalizio fu un evento e Rimini festeggiò per sette giorni interi. Era la fine di giugno del 1475 quando lo spietato Roberto Malatesta, detto il “Magnifico” secondo figlio del potente Sigismondo, sposò Elisabetta, figlia del duca Federico da Montefeltro. Un matrimonio d’amore ma ancora di più di strategia: i Malatesta avevano bisogno dell’alleanza dei forti vicini di casa, i Montefeltro, appunto. A luglio Rimini ospita nel centro storico la rievocazione di quel grandioso matrimonio con una settimana di spettacoli non stop con centinaia di figuranti, giullari e sbandieratori, di musiche e di punti gastronomici dove assaggiare piatti cucinati secondo ricette medioevali. Gli spettacoli cominciano nel pomeriggio e vanno avanti fino a mezzanotte. Nelle piazzette e per le strade si incrociano trampolieri, armigeri, balestrieri, suonatori, danzatori, duelli e giostre, tamburini, spettacoli di falconeria e grandi fuochi pirotecnici. Il gran finale culmina con favole medievali e fuochi d’artificio. E se tanto colore vi accende la curiosità, tutti i giorni si tengono conferenze sulla storia dei Malatesta al Lapidario Romano del Museo della Città (Via Tonini 1) e visite guidate a Castel Sismondo, al Tempio Malatestiano e ai reperti dell’epoca del Museo della Città.
Mondaino: il palio del daino
Fra tante rievocazioni storiche che si svolgono d’estate nell’entroterra riminese, ce ne sono due particolarmente suggestive. A Mondaino (si chiama così perché una volta ci pascolavano i daini e c’era un tempio dedicato a Diana), il borgo prediletto dai Malatesta con una singolare piazza circolare e porticata e una Rocca che ha visto guerre violentissime, nella seconda metà di agosto si tiene il palio del daino. Quando si arriva in paese, ci si trova circondati da un tripudio di cortei, spettacoli e disfide tra le quattro contrade del borgo medievale. Il clou va in scena proprio nella piazza. Nulla è lasciato al caso: la scenografia propone una rigorosa ricostruzione, non solo dei personaggi, ma anche delle botteghe artigiane e taverne dove si assaggiano i cibi di un tempo. Nella prima metà di agosto, un altro borgo malatestiano, Saludecio, celebra invece l’ Ottocento Festival. Una rievocazione incredibile che attira ogni estate migliaia di visitatori forse anche perché hanno la possibilità (ci sono degli spazi nel centro del borgo) di truccarsi e mettersi in costume. Insomma, una collaudata macchina del tempo capace di far rivivere, con ambientazioni varie, mercatini, banchetti, il tempo dei nostri avi. Ma anche un’occasione per scoprire il paese, ricco di chiese, antichi palazzi, murales, torri, castelli e anche un piccolo giardino dei profumi che si trova appena fuori Porta Romana











