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Dall'epoca preromanica al romanico

Da Veleia Romana al Medioevo piacentino (PC)

Dal tempo del ritrovamento, avvenuto grazie alla Tabula Alimentaria Traiana, il più esteso documento bronzeo risalente alla prima metà del II secolo d.C., Veleia Romana (in località Velleia) rappresenta uno dei più importanti siti archeologici del nord Italia. La visita viene effettuata con guida. Nell’Antiquarium sono custoditi capitelli, anfore, parti di un mosaico e un gigantesco dolio. Piacenza offre ricche testimonianze medievali: gli affreschi presenti in una sezione museale di Palazzo Farnese, il Palazzo Comunale, la Cattedrale romanica. E’ ancora il Medioevo a manifestarsi a Castell’Arquato, con la sua Collegiata romanica e gli esterni del Palazzo del Podestà e della Rocca Viscontea. Si completa l’itinerario con la visita al borgo murato di Vigoleno e Bobbio, dove spicca l’Abbazia di San Colombano, visitabile con guida.

La Via Francigena nella provincia di Parma (PR)

Il percorso dell’antica Via Francigena attraversava la provincia parmense, così, seguendo i passi del pellegrino medievale, s’arriva a Fidenza, dove spiccano il Duomo, dedicato a San Donnino, patrono della città e dell’intera Diocesi, realizzato su progetto dell’architetto e scultore Benedetto Antelami, e il Museo del Duomo, dove si raccolgono testimonianze storico-artistiche dell’intero territorio diocesano. Dirigendosi verso Fornovo Taro, qui vale una visita la Pieve romanica di Santa Maria Assunta (IX secolo), edificio che la tradizione vuole sia sorto sulle rovine di un tempio romano dedicato a Mercurio, protettore di viaggi e commerci. Si può completare l’itinerario con una visita

Parma vive di una diffusa fantasia medievale (PR)

La Cattedrale di Parma, a croce latina, è il cuore medievale della città. La grande cupola sopra al presbiterio è opera del Correggio; tra le sculture la “Deposizione” di Benedetto Antelami, mentre nella cripta sono visibili frammenti di mosaici paleocristiani. Il Battistero, opera anch’essa di Antelami, di forma ottagonale, presenta un ricco zooforo. All’interno il ciclo dei mesi e delle stagioni e i rispettivi segni zodiacali scolpiti dall’Antelami. La Chiesa della Steccata è lì dove esisteva fin dal 1392 un oratorio eretto per ospitare una miracolosa immagine di S. Giovanni Battista. Nell’ex convento benedettino di San Paolo, fondato nel 1005, tra il '400 e il '500 vennero realizzati i cicli di affreschi che ornano le camere, realizzati da Araldi (Cella di S. Caterina, e Correggio (Camera di San Paolo).

La terramare, antica civiltà emiliana (RE)

Obiettivo didattico dell’itinerario reggiano è la conoscenza dell'importante civiltà delle terramare attraverso le testimonianze del Museo di Preistoria, Protostoria e Paleontologia presso i Civici Musei di Reggio Emilia, dove è possibile effettuare attività di laboratorio nell'aula didattica di archeologia con l'ausilio di diapositive, plastici e grafici, nonché manipolazione di materiali archeologici, e dove sono disponibili opuscoli didattici. E’ possibile inoltre effettuare una visita guidata alle collezioni che conservano materiali provenienti dalle terramare, così come, raggiungendo Poviglio (20 Km da Reggio Emilia) è possibile visitare con supporto di guida l'Antiquarium della terramara S. Rosa. Tutte le visite sono effettuate con l'assistenza di archeologi dello staff di operatori didattici dei Civici Musei di Reggio Emilia.

Reggio Emilia romana (RE)

Ciò che resta della Reggio Emilia romana merita almeno una giornata di visita. All’interno dei Musei Civici si può svolgere un’attività di laboratorio nell’aula di didattica di archeologia, dove si proiettano diapositive, si commentano plastici e grafici e si manipolano materiali archeologici sia in originale che in copia. A seguire, la visita guidata alle collezioni, nelle quali si conservano materiali di età romana (Nuovo Museo di Reggio Romana, Portico dei Marmi, Museo “G. Chierici” di Paletnologia, Atrio dei mosaici). Si prosegue con la visita ai resti di fondazione di un edificio del foro nei sotterranei della sede del Credito Emiliano, al mosaico pavimentale di una casa del periodo tardo antico nella cripta della cattedrale, al segmento della via Emilia di recente riportato alla luce e al monumento funerario dei Concordi, nei giardini pubblici.

Il Romanico Modenese (MO)

Le sculture di Wiligelmo sulla facciata marmorea, insieme al rosone di Anselmo da Campione e al pontile del presbiterio interno alla chiesa, capolavoro dello stesso Anselmo, hanno fatto sì che il Duomo di Modena, grazie al geniale rapporto dialettico evidente tra architettura e scultura, sia stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Il Museo Lapidario del Duomo conserva gli arredi originali dell’antico Duomo; si segnalano le otto metope, raffigurazioni di persone in alcuni casi con sembianze mostruose. A Wiligelmo e ai suoi allievi si devono le sculture che ornano il portale dell’Abbazia di San Silvestro di Nonantola, fondata nel 752. Nel medesimo complesso ha sede il Museo Benedettino Nonantolano e Diocesano d’Arte Sacra. Il trasferimento in direzione di Carpi permette di apprezzare la Pieve di Santa Maria in Castello, detta anche “La Sagra”, la cui costruzione risale al IX secolo. L’attuale tempio, di architettura romanica, appare il risultato di una ricostruzione avvenuta agli inizi del XII secolo.

Civiltà preromane nel bolognese: il Museo Archeologico “L. Fantini” di Monterenzio e l’etrusca Misa (BO) Di grande rilevanza didattica, il Museo

Di grande rilevanza didattica, il Museo presenta un’interessante ricostruzione di casa-tipo dell’abitato di Monte Bibele ma anche oggetti testimonianti l’interessante coesistenza di elementi etruschi, celti, liguri e umbri. Famosa per il ritrovamento dei resti dell'antica città etrusca di Misa, risalente al VI-V secolo a. C., Marzabotto offre la visita ad una vera necropoli ed al Museo “P. Aria”. Stupiscono la regolarità della sua pianta ortogonale con strade principali e strade più strette, che disponevano anche di marciapiedi, come pure la vasta rete d’impianti idrici e scarichi fognari e la divisione dei vari quartieri. Su iniziativa della Soprintendenza Archeologica le scolaresche possono usufruire di particolari formule promozionali per la visita ad entrambi i citati Musei e alle relative aree archeologiche.

Dalle necropoli etrusche alla Bonomia romana e medievale (BO)

La sezione etrusca del Museo Civico Archeologico comprende i materiali provenienti per lo più dalle necropoli bolognesi. La visita è divisa in un percorso più antico (fase villanoviana e orientalizzante) e in uno più recente (fase Certosa). La Collezione Romana presenta utensili d’uso quotidiano. Presso i Giardini Margherita sono state ricostruite una capanna villanoviana e una tomba etrusca. Presso la Corte di via Bentivoglio, si trova la più antica necropoli etrusca, mentre gli scavi archeologici della Sala Borsa lasciano riscoprire la Bononia romana, la fondazione muraria dell’antica basilica, le tracce del basolato d’età augustea e i resti della ricostruzione medievale, fino alla vasca cruciforme. Sorto attorno ad un primo nucleo del V secolo, il complesso comprendente la Chiesa di Santo Stefano e altri edifici eretti fra il X e il XIII secolo.

La necropoli di Voghenza e la Nave Romana a Comacchio (FE)

Nel Palazzo di Belriguardo, a Voghiera, si conservano i reperti emersi dagli scavi nella necropoli di Voghenza, l’antica città romana Vicus Aventinus. Le testimonianze, risalenti al periodo compreso tra il I secolo e la metà del III d.C, sono rappresentate da monili d'oro e d'ambra, anfore e vari tipi di contenitori, lucerne, monete, balsamaribalsamari in pasta di vetro e diverse stele funerarie. A Comacchio si trova il Museo delle Cultura Umane nel Delta del Po, dedicato in particolare al carico della nave romana di epoca imperiale (I. secolo a.C.). Destinata al commercio marittimo e fluviale e naufragata presso la foce del Po, la nave trasportava tempietti votivi, lingotti di piombo, ceramica ed anfore, oggi esposti nelle sale del museo. Lo scafo è attualmente in restauro e sarà esposto in un padiglione adiacente.

Spina e il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara (FE)

L’eccelsa qualità della fattura dei reperti provenienti da due necropoli della città etrusca di Spina, emporio commerciale di primaria importanza, fiorita dal VI al III secolo a. C., dove sono a tutt’oggi state scavate oltre 4000 tombe, rende di particolare interesse didattico la visita al Museo ferrarese. Tra gli oggetti si segnalano i ricchissimi corredi da simposio di provenienza attica, a testimonianza dei legami culturali con l’antica Grecia. Di produzione etrusca invece oggetti soprattutto in bronzo come candelabri, tripodi e sostegni. Vere e proprie opere scultoree risultano essere alcune cimase di candelabro: pregevole in particolare la cimasa bronzea di candelabro con Hermes psicopompo con una defunta. Purtroppo l’area archeologica di Spina, a pochi chilometri da Comacchio, non è visitabile.

Ravenna romana e gota (RA)

L’itinerario trova il suo punto di partenza nella zona archeologica della Villa Romana di Russi, una delle più importanti ville romane dell’Italia Settentrionale, arricchita da fastosi mosaici e pitture d’età flavia. Una prima esaltante Ravenna romana invece è quella portata alla luce con la Domus dei Tappeti di Pietra, e le sue splendide pavimentazioni mosaicate. Di grande rilievo gli scavi archeologici di Classe, la più grande base navale romana del Mediterraneo. La visita continua con il battistero Neoniano o degli Ortodossi e il Mausoleo di Galla Placidia, entrambi dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Ravenna dei goti propone oltre al cosiddetto Palazzo di Teodorico i seguenti monumenti Unesco il Mausoleo di Teodorico, il Battistero degli Ariani e la Basilica di S. Apollinare in Classe.

Ravenna avamposto bizantino in Italia (RA)

Per circa due secoli (540/751 d.C.) Ravenna è stata l’avamposto della potenza bizantina in Italia e si arricchisce dei monumenti e dei mosaici che l’hanno resa famosa. La Basilica di San Vitale, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, con il suo nucleo centrale a pianta ottagonale sormontato da una cupola, rappresenta uno dei monumenti più importanti dell’arte paleocristiana, soprattutto per i suoi mosaici. Di grande rilievo la Domus dei Tappeti di Pietra, palazzetto del IV secolo, la cui pavimentazione in tarsia di marmo o a mosaico presenta raffinate geometrie ed inserti figurati in tessere policrome. Necessario uno spostamento a Classe, dove è bene ricordare per il grande valore didattico l’intera area archeologica romana, ed ammirare la Basilica di Sant’Apollinare, ben nota per i sarcofagi marmorei, per i mosaici, oltre che per la struttura architettonica (di rilievo il catino absidale con Sant’Apollinare).

Plauto e Sarsina (FC)

L’identità di Sassina, l’odierna Sarsina, luogo di nascita del commediografo e poeta Tito Maccio Plauto, è ben ricostruibile grazie alle fonti e ai numerosi rinvenimenti archeologici. Tra i manufatti sono di rilievo la Casa di Plauto, il Foro Romano, con lastroni in marmo veronese ed edifici del I secolo d.C., il Mausoleo di Obulacco, risalente alla prima età augustea e il Tempio di Cesio Sabino (fine del I secolo d.C.), amico di Traiano e Marziale e importante figura che si prodigò nell’abbellimento di Sarsina con edifici in pietra e marmo. Il Museo Archeologico Nazionale Sarsinate raccoglie reperti di provenienza quasi esclusivamente locale, in particolare d’età romana. Sono da segnalare un gruppo di epigrafi funerarie, il monumento di Rufus e il mosaico pavimentale detto del Trionfo di Dioniso.

Verucchio archeologica che non smette di stupire (RN)

Numerose campagne di scavo (l’ultima è ancora in corso) hanno permesso il recupero di una serie d’eccezionali testimonianze d’arte e cultura provenienti da centinaia di tombe, databili tra il IX e il VII secolo a.C., presenti all’interno delle necropoli verucchiesi. Il tutto rappresenta un pregevole spaccato della cosiddetta Civiltà Villanoviana- Etrusca. Il Museo, ospitato in un monastero agostiniano di grande pregio architettonico, conserva tessuti rarissimi, oggetti in legno, bronzi, ceramiche gioielli d’oro e ambra, armi e strumenti di vita quotidiana. Unico nel suo genere il grande trono in legno intarsiato con figure umane rinvenuto nel sito archeologico verucchiese, caratterizzato da una forma ben conosciuta in Etruria sia da rappresentazioni scultoree che da esemplari in bronzo presenti in ricche tombe orientaleggianti.

Suggestiva Rimini romana (RN)

L’antica Ariminum romana è ben visibile grazie ad alcuni grandi monumenti. L’Arco d'Augusto anzitutto (27 a.C.), porta onoraria, celebrativa di Ottaviano Augusto. Da questo si percorre il "decumano massimo", oggi corso d'Augusto, verso il foro romano (oggi piazza Tre Martiri). Con la Domus del chirurgo poi si ha che fare con i resti di una domus romana eretta probabilmente nel tardo II secolo d.C.. Al piano terra del Museo della città si trovano mosaici del II e III secolo d.C., sculture, stele ed iscrizioni: un’introduzione al lapidario romano allestito nel cortile interno al museo. Il Ponte di Tiberio segna l'inizio della via Emilia, così come l'Arco segnava la fine della Flaminia. L’itinerario romano riminese trova compimento con l’Anfiteatro romano (II secolo), dove vi si svolgevano spettacoli gladiatori che richiamavano un pubblico di almeno 15.000 spetta- Sarsina (FC) tori.

 

 

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