IL TERRITORIO
È la poesia di certe piazze porticate, di piccole chiese barocche che spuntano all'improvviso su una strada provinciale o di certi oratori abbandonati nella campagna. O di musei poco conosciuti che in realtà custodiscono dei tesori. La fotografia del territorio bolognese è proprio questa: il fascino dei piccoli particolari.
Il problema magari è un altro: dovendo scegliere un itinerario d'arte, la scelta è difficilissima perché ogni paesino ha radici antiche e quasi sempre nobili.
In pianura ci sono gioielli come San Giovanni in Persiceto con architetture di sapore rinascimentale e barocco. La prima cosa da vedere è sicuramente la Collegiata di S. Giovanni Battista di Paolo Maria Canali, costruita alla fine del Seicento, sull'antica chiesa romanica che ha dato il nome al paese. Al suo interno offre una sfilata di quadri meravigliosi di artisti come il Guercino, Francesco Albani, Ercole Graziani e Ubaldo Gandolfi.
E chi se lo aspetterebbe mai, facendo una quieta e rilassata passeggiata nella Bassa, a est della Via Emilia, di intercettare luoghi come Pieve di Cento con una Rocca trecentesca, vicino alla piazza con il pozzo delle catene, che ospita il museo civico e che è stata disegnata dallo stesso progettista di San Petronio?
E poi ancora, Budrio che in certe sere di nebbia fitta sembra un paese incantato, sospeso nel nulla, invece è più solido che mai. Nel suo centro storico conserva molte tracce dello splendore vissuto nel corso dei secoli. Basta vedere il bel Palazzo Boriani dalla Noce. O le sue chiese barocche: un nome per tutti, quella di San Lorenzo. Budrio è una piccola città d'arte con una Pinacoteca Civica, un Museo Archeologico, ma soprattutto un vivacissimo Teatro Consorziale che richiama spettatori da tutta la provincia.
Piccoli posti, ma di grande charme medioevale, sono poi Medicina (si chiama così perché si verificarono guarigioni miracolose) e Castel Guelfo. Qui il nucleo antico del paese è un vero e proprio maniero classico, con mura e torrioni rotondi e merlati, tanto ben conservato che se un cavaliere passasse per strada sembrerebbe una cosa assolutamente normale. La stessa sensazione che si prova a Castel del Rio, arrampicato in un ambiente aspro e suggestivo sull'Appennino imolese verso la Toscana: ha ancora tutta l'aria dello splendido feudo che fu.
Nel comprensorio imolese ci sono almeno altre tre gemme: Castel San Pietro, Dozza e Imola. E quanto a fortezze bisognerebbe proprio andare a vedere Minerbio (chiamato così dai romani perché luogo sacro a Minerva), con la signorile rocca, il Palazzo degli Isolani, il Castello di S. Martino e le vie del borgo visconteo. Insomma, storie e suggestioni di principi, dame, artisti e santi.
Ma come viveva la gente comune? Fra tanti musei, due sono un po' particolari: sono quello della Civiltà contadina a San Marino di Bentivoglio e il museo dei burattini più piccolo del mondo a Crevalcore.
E infine un ultima curiosità, che diffi cilmente viene citata: il piccolissimo borgo di Selva Malvezzi a Molinella. È un villaggio seicentesco quasi intatto, le case e l'antica farmacia aggregate intorno all'antico Palazzo del Governatore.
INFO
Pinacoteca Civica e Museo Archeologico -Budrio
Tel. +39 051 692 8281 - 801.220
Museo Civico Leo Preti - Crevalcore
Tel. +39 051 680 0834 (apertura su richiesta)
www.comune.crevalcore.bo.it
Palazzo Tozzoni - Imola
Tel. +39 0542 602 609
Curiosità
CARNEVALE PERSICETANO
Attenzione, non è una sfi lata come tutte le altre! A San Giovanni in Persiceto (ultime due domeniche di Carnevale), i carri allegorici sfilano per il centro, ma, arrivati in piazza, eseguono lo "spillo": le strutture architettoniche si trasformano in modo spettacolare e rivelano il vero significato allegorico del carro.
Info: Tel. +39 051 681 2795 www.comunepersiceto.it













